L'Alfasud Sprint nasce nel 1976 dalla matita di Giorgetto Giugiaro, come versione coupè della popolare berlina Alfasud, prodotta nello storico stabilimento di Pomigliano d'Arco alle porte di Napoli. Riprende in parte le forme dell'Alfetta GTV, anch'essa di Giugiaro: linea a cuneo, posteriore spiovente con coda tronca e gli ormai classici quattro fari tondi. Nel 1976 viene presentata la 1300 con un novo motore boxer di 1286 cc (berlina e TI montavano il 1186 cc), che sviluppa 76 cavalli e spinge la vettura a raggiungere la ragguardevole velocità di 165 km/h. Due anni più tardi viene aggiornata la 1300, con un nuovo motore: il 1351 boxer da 79 CV, che sostituisce il più piccolo 1286 cc e, se non nella potenza (aumentata di soli 3 cv), migliora notevolmente nella coppia e nella rotondità di erogazione. Nello stesso anno, il 1978, vede la luce anche l'Alfasud sprint 1500, con il boxer di cubatura maggiore: 1490cc, che sviluppa la potenza di 85 cv e spinge la piccola coupè del Biscione a ben 170 Km/h. Le denominazione commerciale di queste due versioni, riprendendo la cilindrata, è Alfasud Sprint 1300 e Alfasud Sprint 1500. Il successo commerciale arride a questa vettura, tuttavia per dare ancora più carattere all'auto, Alfa Romeo decide di proporre due nuove versioni denominate "Veloce": siamo nel 1979 e l'ottimo boxer 1500 viene aggiornato con l'adozione di due carburatori doppio corpo invece di uno. Sempre nel 1979 anche il più piccolo 1300 subirà la cura rivitalizzante: l'alimentazione passa da un carburatore doppio corpo a 2 carburatori monocordo. Si raggiunge così la potenza di 86 CV, contro i 95 della versione 1500 dell'anno prima. Ciò permetterà di incrementare la velocità di punta di 5 kn/h, fino a 175, rispetto alla precedente 1300. Nel 1983 la linea della sprint inizia ad risentire del trascorrere degli anni, vanno di moda i fascioni paraurti e le protezioni in plastica nera invece delle cromature anni '70. La vettura sostituisce così i paraurti in acciaio con quelli in plastica nera, vengono aggiunte anche delle fasce paracolpi sulle fiancate nello stesso materiale. Anche la base della fiancata verrà ricoperta in plastica nera in funzione antiurto e antiruggine (anche se la ruggine potrà annidarsi sotto la plastica proliferare comunque). La gamma si articola in tre versioni: 1300 da 86 cavalli, con modanature cromate inserite nei paraurti e nei fascioni, 1500 da 95 cv con le modanature rosse e QV da 105 cavalli, che monta di serie i cerchi in lega da 14" ed è caratterizzata da bande laterali verdi (la velocità dichiarata per la QV è di 180 km/h, davvero notevole per un 1500) Nel 1983 l'Alfa 33 sostituisce l'Alfasud berlina dopo una carriera di 14 anni, la Coupè perde così l'appellativo Alfasud e si chiamerà semplicemente Sprint. La coupè aveva completamente ereditato la meccanica dalla berlina, ora con l'uscita di scena di quest ultima, utilizza la meccanica della 33, con i nuovi freni 'outboard' all'anteriore e i tamburi posteriori invee dei quattro dischi. Nel 1988 nasce l'ultima, la più rabbiosa sprint mai contruita in serie: la 1.7 QV che eroga la potenza di 118 cavalli, il motore è lo stesso della 33 e spinge il coupè a oltre 190 Km/h. Verrà venduta fino all'anno successivo, poi uscirà di produzione non sostituita da altri modelli. Il totale di Sprint e Alfasud Sprint vendute tra il 1976 e il 1989 è di 121184 unità |