Random quote: Alfa 159: nuoce gravemente al codice della strada!
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Topic: FIAT - Azienda e mercato

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labbio - 7/8/2012 3:28 PM
Lazza - 1/8/2012 4:05 PM
cuoresportivo86 - 1/8/2012 10:10 AM

Fiat
Utile da 358 milioni nel secondo trimestre

Eh si, Marchionne è proprio un pirla... 


Gli utili vengono da altri mercati, l'Europa segna un preoccupante segno meno.
Recentemente ho letto un'articolo (mi sembra sulla versione cartacea di 4ruote) nel quale si affermava che le perdite in Europa di Fiat e Opel sono allineate, nonostante le differenti politiche aziendali. Fiat ha congelato i nuovi modelli e ridotto la gamma all'osso, Opel non ha mai avuto una gamma così ampia.
Alla luce dei fatti ed a parità di perdite, avrei preferito che anche il gruppo Fiat avesse una gamma più articolata.

praticamente preferiresti più che ci fosse il bagno di sangue alla opel 
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labbio - 7/8/2012 3:28 PM
Gli utili vengono da altri mercati, l'Europa segna un preoccupante segno meno.
Recentemente ho letto un'articolo (mi sembra sulla versione cartacea di 4ruote) nel quale si affermava che le perdite in Europa di Fiat e Opel sono allineate, nonostante le differenti politiche aziendali. Fiat ha congelato i nuovi modelli e ridotto la gamma all'osso, Opel non ha mai avuto una gamma così ampia.
Alla luce dei fatti ed a parità di perdite, avrei preferito che anche il gruppo Fiat avesse una gamma più articolata.


Le perdite non sono per nulla allineate.Fiat ha perso 246 milioni nel primo semestre dell'anno, Opel 300.
Opel è in perdita dal 1999 e in 12 anni ha accumulato perdite per 13 miliardi di euro.Per GM è una palla al piede.
Fiat, ancora lo scorso anno ha chiuso in utile.
Fiat era sull'orlo del baratro nel 2004 e 3 anni fa si è comprata Chrysler che ora ne sostiene i conti, sfruttando anche tecnologia italiana per implementare nuovi modelli che verranno poi commercializzati in gran parte dei mercati mondiali, incluso quello europeo.
Mi sembrano un bel po' diverse le cose.......
Album: ~ La Pantera ~ Incontro Emilia - Lunigiana e dintorni 14-11-2010 ~ II° Raduno Ligure: 25-26/07/2010
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KOKAL - 7/8/2012 7:27 PM
Le perdite non sono per nulla allineate.Fiat ha perso 246 milioni nel primo semestre dell'anno, Opel 300.
Opel è in perdita dal 1999 e in 12 anni ha accumulato perdite per 13 miliardi di euro.Per GM è una palla al piede.
Fiat, ancora lo scorso anno ha chiuso in utile.
Fiat era sull'orlo del baratro nel 2004 e 3 anni fa si è comprata Chrysler che ora ne sostiene i conti, sfruttando anche tecnologia italiana per implementare nuovi modelli che verranno poi commercializzati in gran parte dei mercati mondiali, incluso quello europeo.
Mi sembrano un bel po' diverse le cose.......


In effetti rileggendo con attenzione l'articolo, mi sono accorto che snocciola cifre riferite ad altri periodi e poco confrontabili tra loro.
Letto sulla sdraio in vacanza, mi ero fatto ingannare dalla chiusura: "Che si bombardi il mercato di modelli nuovi o che si tengano in vita (quasi) solo quelli esistenti, insomma, sembra che il risultato non cambi. Tutti i marchi fortemente dipendenti dal Vecchio continente - Opel e Fiat, ma acnhe Citroen, Peugeot e Renault - patscono un mercato in crisi nera."

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Chiavari (GE)
labbio - 8/8/2012 9:00 AM
 mi ero fatto ingannare dalla chiusura: "Che si bombardi il mercato di modelli nuovi o che si tengano in vita (quasi) solo quelli esistenti, insomma, sembra che il risultato non cambi.


Certo che i giornalisti ce la mettono tutta per abbassare il livello dell'informazione che fanno.....

tra investire miliardi di euro in nuovi modelli per rinnovare l'intera gamma e mantenere in vita quelli esistenti, c'è una differenza abissale in termini di ammortamento che conseguentemente incidono in maniera significativamente diversa sul bilancio.

Inoltre se il problema è di fiducia e di effettiva disponibilità di liquidi da parte della massa, puoi immettere sul mercato tutti i modelli nuovi ed accattivanti che vuoi ma la gente i soldi preferirà tenerli sotto al cuscino in attesa di tempi migliori.
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Piacenza (Emilia_Romagna)
Nuova chiusura prevista per Pomigliano: due settimane di cassa integrazione.

Corriere.it

Fiat, crisi auto: nuova cig a Pomigliano



Repubblica.it

Fiat, nuova Cig a Pomigliano
Allarme dei sindacati a Cassino



LaStampa.it

Fiat, due settimane di cassa integrazione a Pomigliano


Album: ~ 159 SW Qtronic Exclusive Verde muschio ~ Raduno Mantovano - 14/12/2008
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Grugliasco pronta alla produzione Maserati, ma gli altri stabilimenti?

- http://www.alvolante.it/news/fabbriche_fiat_produzione-718161044

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Parma

LA CONVENTION CHRYSLER DI LAS VEGAS

Chrysler all'attacco negli Usa
Sessantasei nuovi prodotti in 2 anni

Marchionne svela i piani ai concessionari: «Il gruppo viaggia ad alta velocità, non possiamo fermarci ora»

MILANO- Sessantasei novità di prodotto nei prossimi due anni per «un gruppo che procede ad alta velocità». Parola di Sergio Marchionne che a Las Vegas davanti a 2.600 concessionari provenienti da tutto il mondo ha presentato i piani per il gruppo Chrysler fino al 2014.

 

Sergio Marchionne alla convention di Las VegasSergio Marchionne alla convention di Las Vegas
LA CASA AMERICANA «RISANATA»-L'America, insieme al Brasile, è ormai il motore del Lingotto: per il 29esimo mese di fila, in agosto, le vendite, sono aumentate del 14%, niente a che vedere con la pesante crisi europea che impone cassa integrazione, ripensamenti e rinvii sui prossimi lanci. Ecco perché negli Usa «Chrysler non si può fermare». Dopo essere risorta dalle ceneri della bancarotta: «Siamo a meno di due anni di distanza dall'avere una linea di prodotti quasi interamente rinnovata rispetto a quella che potevamo offrire nel giugno 2009», ha aggiunto il manager italo-canadese. «Non possiamo permetterci di riposare proprio ora, dobbiamo rimanere concentrati e attenti. Per avere successo non basta produrre veicoli di qualità e dal forte appeal». Due anni fa a Orlando, in Florida, per la prima volta l'amministratore delegato incontrava i dealer presentando loro 29 novità, ma «le circostanze erano molto diverse, ci trovavamo in condizioni difficili. Oggi inizia una nuova fase del viaggio della Chrysler». 
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POTENZA
emi159 - 11/9/2012 3:11 PM
davanti a 2.600 concessionari provenienti da tutto il mondo


C'erano anche i concessionari Lancia?
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Comprex
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geppito - 11/9/2012 5:48 PM
emi159 - 11/9/2012 3:11 PM
davanti a 2.600 concessionari provenienti da tutto il mondo


C'erano anche i concessionari Lancia?

pure alfa romeo e dodge visto l'andazzo



Edited by Comprex 11/9/2012 6:16 PM
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parigi / ginevra / cuneo

Per chi parla inglese ... http://www.autonews.com/article/20120911/VIDEO/309129998/first-shift-chryslers-product-blitz

2 Alfa confermate entro il 2014 negli USA

Alfa 159 FOREVER

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Piano "Fabbrica Italia" carta straccia


Con la nota diffusa oggi dall'Azienda, il cosiddetto Piano Fabbrica Italia, annunciato ripetutamente e mai presentato nel dettaglio, diventa ufficialmente carta straccia. A leggere il comunicato, la sensazione che si ha è che Fiat dica "abbiamo scherzato, sono passati due anni e siccome non abbiamo voglia di prendere impegni con nessuno, specie se non mettete soldi pubblici sul piatto, noi facciamo il cazzo che ci pare. Con buona pace delle carte firmate in pompa magna e dei sacrifici chiesti ai lavoratori con un referendum-ricatto fatto promettendo aria fritta". 
Complimenti a Fim e Uilm, che ora si terranno delegati non eletti da nessuno a fare i servi in una realtà destinata a ridimensionarsi chissà fino a che punto.


P.S. Chi ha voglia può scorrere a ritroso queste pagine e cercarsi il post in cui prevedevo questo epilogo, circa un anno fa. Ricordarsi che la Consob aveva già chiesto chiarezza sul "piano" a Marchionne, il quale aveva risposto così


Edited by kalokagathia21 13/9/2012 7:49 PM
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Io non ho avuto la stessa sensazione. Due anni fa nessuno si aspettava una contrazione così drastica del mercato auto in Europa e in Italia. Ovvio che i piani industriali di allora vadano rivisti. L'acceno al contributo pubblico serve a rimarcare che  Fiat è (purtroppo) libera di operare secondo regole proprie. perchè il sistema economico attuale è così. Le industrie producono dove hanno maggiori vantaggi, dove la mano d'opera costa meno o dove i governi concedono agevolazioni in cambio di impegni concredti a creare e/o mantenere posti di lavoro.
Gli unici vincoli che tengono la produzione o la progettazione ancorata ai luoghi originali delle aziende sono la possibilità di identificare un prodotto come "made in..." e un filo di etica che impedisce di mettere con il culo per terra migliaia di famiglie, ma quest'ultima (l'etica) aime sta scomparendo.

Più che la revisione del piano "Fabbrica Italia" a Fiat, o meglio a Marchionne & co, si può contestare di aver scelto una politica attendista, congelando qualsiasi tipo di iniziativa in Europa in attesa di tempi migliori, concentrandro le energie esclusivamente nei mercati con un trend positivo. Il mercato è in crisi, ma non saranno certo i doppioni delle auto previste per Cina (Fiat Viaggio) a poter rilanciare seriamente il mercato. Perchè, ad esempio, è stato bocciato il progetto di un suv compatto, l'unico settore che ancora è in grado di destare un po' di interesse tra il pubblico, sostituendolo con una due volumi derivata da un'auto prevista per altri mercati?
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Matera
per avere fabbrica italia doveva andare tutto liscio.....

siccome sindacati,operai,politica ecc... hanno rotto i coglioni..non vedo perchè fiat debba essere coerente..
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adriatico
Inserito 13/9/2012 10:05 PM (#431885 - in reply to #248358)


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PUGLIA la terra del sole e del mare
Piccolo ma significativo OT,  a Bari la più grande concessionaria Opel dopo 60 anni ha chiuso i battenti mettendo fuori 60 persone. La Opel!!!
Lazza
Inserito 14/9/2012 9:16 AM (#431901 - in reply to #431885)


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adriatico - 13/9/2012 10:05 PM
Piccolo ma significativo OT,  a Bari la più grande concessionaria Opel dopo 60 anni ha chiuso i battenti mettendo fuori 60 persone. La Opel!!!
Lo stesso è capitato l'anno scorso alla concessionaria Opel di Monza, dopo 60 anni: http://www.infomotori.com/infoflash/2010/02/25/chiusura-concessionari-quattroruote-intervista/
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Inserito 14/9/2012 9:54 AM (#431909 - in reply to #431901)


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POTENZA
Lo stesso è capitato qui l'anno scorso alla più grossa concessionaria Fiat-Lancia (che tra l'altro era centro smistamento per tutto il sud Italia), con conseguente perdita di posto di lavoro di una marea di venditori e meccanici (alcuni tra i più esperti e storici di Fiat).

Un anno prima il figlio aveva aperto, nello stesso sito, ma a circa 200m di distanza, una concessionaria VW, quella è ancora aperta.
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adriatico
Inserito 14/9/2012 10:41 AM (#431917 - in reply to #248358)


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PUGLIA la terra del sole e del mare

Qui a Bari quello di opel è stato l'ultimo caso, in un anno hanno chiuso la mercedes "mmm" una bellissima ed organizzata concessionaria, 70 anni di storia, 100 dipendenti; - l'audi zentrum Bari, 50 dipendenti, la nuova levantauto alfa romeo ora vende marche coreane, la tartarella gold alfa romeo ha affittato metà dei suoi capannoni alla renault.

Da voci attendibili sono a rischio altre concessionarie soprattutto di auto premium sportive tedesche.

Una catastrofe che purtroppo ancora non ha finito di seppellire le sue vittime.

kalokagathia21
Inserito 14/9/2012 9:35 PM (#432038 - in reply to #431878)


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labbio - 13/9/2012 9:37 PM
Io non ho avuto la stessa sensazione. Due anni fa nessuno si aspettava una contrazione così drastica del mercato auto in Europa e in Italia. Ovvio che i piani industriali di allora vadano rivisti. L'acceno al contributo pubblico serve a rimarcare che  Fiat è (purtroppo) libera di operare secondo regole proprie. perchè il sistema economico attuale è così. Le industrie producono dove hanno maggiori vantaggi, dove la mano d'opera costa meno o dove i governi concedono agevolazioni in cambio di impegni concredti a creare e/o mantenere posti di lavoro.
Gli unici vincoli che tengono la produzione o la progettazione ancorata ai luoghi originali delle aziende sono la possibilità di identificare un prodotto come "made in..." e un filo di etica che impedisce di mettere con il culo per terra migliaia di famiglie, ma quest'ultima (l'etica) aime sta scomparendo.

Più che la revisione del piano "Fabbrica Italia" a Fiat, o meglio a Marchionne & co, si può contestare di aver scelto una politica attendista, congelando qualsiasi tipo di iniziativa in Europa in attesa di tempi migliori, concentrandro le energie esclusivamente nei mercati con un trend positivo. Il mercato è in crisi, ma non saranno certo i doppioni delle auto previste per Cina (Fiat Viaggio) a poter rilanciare seriamente il mercato. Perchè, ad esempio, è stato bocciato il progetto di un suv compatto, l'unico settore che ancora è in grado di destare un po' di interesse tra il pubblico, sostituendolo con una due volumi derivata da un'auto prevista per altri mercati?
Ti quoto aggiungendo due cose: in Italia è previsto dalla Costituzione, Articolo 41, che le Aziende debbano operare nell'interesse, anche sociale, della nazione. Il problema è che le leggi vanno applicate dai Governi ma in questi anni nessuno ha mai fatto politica industriale, stabilendo su quali settori il Paese dovesse investire e quali no. Se l'automobile, che vale l'8,5% del Pil, è ancora considerato strategico, Berlusconi e Tremonti prima e Monti e Passera ora devono immediatamente convocare il management di Fiat e pretendere di conoscere i piani per il futuro, quindi governare di conseguenza. E' la stessa cosa che hanno fatto Obama e la Merkel con lo stesso Marchionne, uno dandogli fiducia e l'altra no.
Per quanto riguarda "Fabbrica Italia", se veramente non ha mai avuto nessun valore, allora si devono annullare anche le premesse che facevano parte del Piano, cioè il nuovo contratto aziendale che Fiat ha imposto con ricatto e facili promesse, e devono rientrare negli stabilimenti i delegati Fiom, gli ultimi ad esserci entrati col voto libero dei lavoratori. 
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Inserito 14/9/2012 11:41 PM (#432060 - in reply to #248358)


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premetto che, come è noto, sono un po' contrario alla "multinazionalizzazione".

Ho letto il comunicato, nell'ultima parte si dice che la fiat, essendo multinazionale, "ha il diritto e il dovere scelte industriali in modo razionale e in piena autonomia".

Mi lascia completamente ammutolito, ammettendo esista un diritto così come lo definiscono loro, la questione del dovere di fare scelte industriali razionali e pienamente autunome. Ora, vorrei capire, chi ha scritto il comunicato sa cosa significa la dizione diritto e dovere???!?!?!

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Io non ho avuto la stessa sensazione. Due anni fa nessuno si aspettava una contrazione così drastica del mercato auto in Europa e in Italia. Ovvio che i piani industriali di allora vadano rivisti. L'acceno al contributo pubblico serve a rimarcare che  Fiat è (purtroppo) libera di operare secondo regole proprie. perchè il sistema economico attuale è così. Le industrie producono dove hanno maggiori vantaggi, dove la mano d'opera costa meno o dove i governi concedono agevolazioni in cambio di impegni concredti a creare e/o mantenere posti di lavoro.
Gli unici vincoli che tengono la produzione o la progettazione ancorata ai luoghi originali delle aziende sono la possibilità di identificare un prodotto come "made in..." e un filo di etica che impedisce di mettere con il culo per terra migliaia di famiglie, ma quest'ultima (l'etica) aime sta scomparendo.

Più che la revisione del piano "Fabbrica Italia" a Fiat, o meglio a Marchionne & co, si può contestare di aver scelto una politica attendista, congelando qualsiasi tipo di iniziativa in Europa in attesa di tempi migliori, concentrandro le energie esclusivamente nei mercati con un trend positivo. Il mercato è in crisi, ma non saranno certo i doppioni delle auto previste per Cina (Fiat Viaggio) a poter rilanciare seriamente il mercato. Perchè, ad esempio, è stato bocciato il progetto di un suv compatto, l'unico settore che ancora è in grado di destare un po' di interesse tra il pubblico, sostituendolo con una due volumi derivata da un'auto prevista per altri mercati?
Ti quoto aggiungendo due cose: in Italia è previsto dalla Costituzione, Articolo 41, che le Aziende debbano operare nell'interesse, anche sociale, della nazione. Il problema è che le leggi vanno applicate dai Governi ma in questi anni nessuno ha mai fatto politica industriale, stabilendo su quali settori il Paese dovesse investire e quali no. Se l'automobile, che vale l'8,5% del Pil, è ancora considerato strategico, Berlusconi e Tremonti prima e Monti e Passera ora devono immediatamente convocare il management di Fiat e pretendere di conoscere i piani per il futuro, quindi governare di conseguenza. E' la stessa cosa che hanno fatto Obama e la Merkel con lo stesso Marchionne, uno dandogli fiducia e l'altra no.
Per quanto riguarda "Fabbrica Italia", se veramente non ha mai avuto nessun valore, allora si devono annullare anche le premesse che facevano parte del Piano, cioè il nuovo contratto aziendale che Fiat ha imposto con ricatto e facili promesse, e devono rientrare negli stabilimenti i delegati Fiom, gli ultimi ad esserci entrati col voto libero dei lavoratori. 

sai come funziona?
il governo puo' mettere tutti gli obblighi che vuole,se decidono di andare via dall'italia aivoglia a darsi di testa al muro...
sai cosa puo' fare il governo? sborsare altri soldi per far rimanere la fiat in italia con gli stabilimenti,un'altro pagliativo in pratica..
e a che serve? tanto tra un anno stiamo di nuovo al punto di partenza...

l'unica vera soluzione sarebbe iniziare a detassare le aziende ed incentivare a rimanere o ad aprire in italia..ma poi i soldi per i porci comodi loro dove li trova lo stato??
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premetto che, come è noto, sono un po' contrario alla "multinazionalizzazione".

Ho letto il comunicato, nell'ultima parte si dice che la fiat, essendo multinazionale, "ha il diritto e il dovere scelte industriali in modo razionale e in piena autonomia".

Mi lascia completamente ammutolito, ammettendo esista un diritto così come lo definiscono loro, la questione del dovere di fare scelte industriali razionali e pienamente autunome. Ora, vorrei capire, chi ha scritto il comunicato sa cosa significa la dizione diritto e dovere???!?!?!



Tutto sta a capire a chi si riferisce la frase del comunicato. "ha il diritto e il dovere, nei confronti degli azionisti, di scelte industriali in modo razionale e in piena autonomia" tutto aquista un senso.
Orami questi grandi gruppi guardano solo ai propri interessi, un po' come le corporation americane che, per legge, sono autorizzate ad agire in difesa dei propri azionisti anche quando il loro operato può essere lesivo di diritti dei lavoratori e/o cittadini.
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labbio - 15/9/2012 8:51 AM
Comprex - 14/9/2012 11:41 PM

premetto che, come è noto, sono un po' contrario alla "multinazionalizzazione".

Ho letto il comunicato, nell'ultima parte si dice che la fiat, essendo multinazionale, "ha il diritto e il dovere scelte industriali in modo razionale e in piena autonomia".

Mi lascia completamente ammutolito, ammettendo esista un diritto così come lo definiscono loro, la questione del dovere di fare scelte industriali razionali e pienamente autunome. Ora, vorrei capire, chi ha scritto il comunicato sa cosa significa la dizione diritto e dovere???!?!?!



Tutto sta a capire a chi si riferisce la frase del comunicato. "ha il diritto e il dovere, nei confronti degli azionisti, di scelte industriali in modo razionale e in piena autonomia" tutto aquista un senso.
Orami questi grandi gruppi guardano solo ai propri interessi, un po' come le corporation americane che, per legge, sono autorizzate ad agire in difesa dei propri azionisti anche quando il loro operato può essere lesivo di diritti dei lavoratori e/o cittadini.

scusa ma o sono rincoglionito io oppure "nei confronti di azionisti" nel comunicato non c'è.

ed essendo un comunicato pubblico la frase mi sembra un po' inquietante, anche perché più che un dovere nei confronti degli azionisti vedo un vincolo contrattuale...

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Inserito 15/9/2012 10:38 AM (#432085 - in reply to #432073)


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Comprex - 15/9/2012 9:21 AM
scusa ma o sono rincoglionito io oppure "nei confronti di azionisti" nel comunicato non c'è.

ed essendo un comunicato pubblico la frase mi sembra un po' inquietante, anche perché più che un dovere nei confronti degli azionisti vedo un vincolo contrattuale...



Certo che non c'è, ma il tono e il contenuto del messaggio lascia sottointendere che i diritti e doveri di cui si parla non sono certo nei confronti di terzi, ma della società stessa e dei suoi azionisti.
Ora non ricordo nel dettaglio tutti i passaggi della vicenda, mi sembra di ricordare che Fiat non abbia firmato nessun contratto con il governo. Hanno semplicemente preso una serie di impegni che, credo, non sono mai stati formalizzati con un vincolo scritto. Giuridicamente sarà difficile obbligare Fiat a rispettare tali accordi, così come chiedere di cancellare il nuovo contratto.

Non sto dicendo che Fiat abbia ragione, ma la situazione è questa. Possiamo lamentarcene finchè vogliamo, ma finchè non cambieranno le regole globali dell'economia o lo stato italiano non adotterà strategie serie per incentivare/preservare investimenti sul nostro territoio, questo tipo di situazioni si verificheranno sempre più frequentemente, a discapito dei lavoratori. Di esempi ce ne sono mille, Omsa, Sigma Tau...
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