Random quote: Dover rallentare in una curva perché l'audi che precede non tiene non ha prezzo.....per tutto il resto c'e Alfa Romeo!
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Topic: FCA - Azienda e mercato

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cuoresportivo86
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Cosa intendi dire ? Perchè presa per il culo ? 
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cuoresportivo86
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FCA: secondo trimestre 2015 molto positivo
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- http://www.alvolante.it/news/fca-secondo-trimestre-2015-molto-positivo-342328
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marco1975
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labbio - 31/7/2015 4:38 PM
cuoresportivo86 - 30/7/2015 9:22 PM
FCA: A Melfi 1.481 assunti a tempo indeterminato con il Jobs Act ad agosto


Il rischio è di dare inizio ad un flame pauroso, ma non riesco a non mordermi la lingua.
Le assunzioni a tempo indeterminato del dopo il Jobs act mi sembrano un presa per il
E come se per legge da domani le bici si chiamassero auto, così anche chi oggi non permettersi un'automobile, dal prossimo mese ne potrebbe acquistare una, o addirittura trovarsene già una in garage. Con la sola piccola e insignificante differenza che chi avrà un'auto con quattro ruote ed un motore (i contratti a tempo indeterminato pre riforma) avrà tra la mani una cosa ben diversa da chi si ritroverà in mano un'auto con due sole ruote ad a pedali (i contratti post riforma).

In un paese con 13% di disoccupazione e 44% di disoccupazione giovanile! la domanda se mai è come evitare che tutti finiscano a piedi in direzione delle frontiere... 
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marco1975 - 1/8/2015 10:18 AM
labbio - 31/7/2015 4:38 PM

Il rischio è di dare inizio ad un flame pauroso, ma non riesco a non mordermi la lingua.
Le assunzioni a tempo indeterminato del dopo il Jobs act mi sembrano un presa per il
E come se per legge da domani le bici si chiamassero auto, così anche chi oggi non permettersi un'automobile, dal prossimo mese ne potrebbe acquistare una, o addirittura trovarsene già una in garage. Con la sola piccola e insignificante differenza che chi avrà un'auto con quattro ruote ed un motore (i contratti a tempo indeterminato pre riforma) avrà tra la mani una cosa ben diversa da chi si ritroverà in mano un'auto con due sole ruote ad a pedali (i contratti post riforma).

In un paese con 13% di disoccupazione e 44% di disoccupazione giovanile! la domanda se mai è come evitare che tutti finiscano a piedi in direzione delle frontiere... 


Bella domanda, ma si andrebbe OT sull'OT.
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cuoresportivo86 - 31/7/2015 6:09 PM
Cosa intendi dire ? Perchè presa per il culo ? 


In estrema sintesi, il nuovo contratto a tempo indeterminato ha caratteristiche che lo fanno assomigliare al vecchio contratto a tempo determinato.
Con la soppressione dell'articolo 18 il datore di lavoro ha molta più libertà di licenziamento ed in caso di contenzioso non è più obbligato a riassumere il dipendente, ma deve riconoscergli un indennizzo proporzionale alla durata del contratto. In più gode di agevolazioni fiscali, mentre prima le agevolazioni venivano riconosciute ai contratti a tempo determinato.

Il problema di fondo non sono gli strumenti, ma come questi vengono utilizzati. L'articolo 18 serviva a tutelare i licenziamenti per ingiusta causa, negli anni si era trasformato in un ostacolo insuperabile che impediva di fatto di licenziare anche i fancazzisti incalliti. Così come i contratti a tempo determinato venivano prorogati all'infinito quando in linea teorica era vietato l'uso che se ne faceva.
Di base manca l'etica del lavoro. Da una parte abbiamo chi si mette in mallattia per poter vedere la finale dell'Italia, dall'altra chi propone lavori mascherati da stage gratuiti per un anno o lavori di 40 (e oltre) ore settimanali pagati 600 euro al mese.

Quello che mi infastidisce è vedere titoli (e articoli) di giornale nei quali si parla dei nuovi contratti a tempo indeterminato come se questi fossero un indice di ripresa dell'occupazione e del miglioramento delle condizioni di vita dei neolavoratori. Nella maggior parte dei casi sono regolarizzazione di contratti a termine, nella peggiore delle ipotesi sono persone che avevano un contratto a tempo indeterminato vecchio che vengono licenziate e riassunte con i nuovi contratti.



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C'è da dire che molti articoli (anche tg com) hanno precisato che molti lavoratori sono passai dall'essere precari a contratto a tempo indeterminato, e pochi (in relazione a questi appunto) sono stati quelli nuovi assunti freschi freschi che erano disoccupati.

Questo è sicuramente un bene, con la speranza che gli imprenditori scaduti i 3 o 4 anni (non ricordo quanti erano esattamente) non mandino a casa queste persone. Sicuramente qualche furbetto ci sarà che lo farà, ma mi auguro che colossi come FCA non facciano queste magre figure, anche perchè nel loro caso è tutto personale che è stato formato quindi l'azienda in un certo senso ha anche investito su di loro.

Tu che dici ?
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cuoresportivo86 - 2/8/2015 7:34 PM
C'è da dire che molti articoli (anche tg com) hanno precisato che molti lavoratori sono passai dall'essere precari a contratto a tempo indeterminato [...]

Tu che dici ?


Come ho già scritto, dal mio punto di vista è una presa per il sostenere che i nuovi contratti a tempo indeterminato siano una svolta rispetto al precariato.
Le aziende ormai non guardano in faccia nessuno, scelgono solo la strada più economicamente vantaggiosa.
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labbio - 3/8/2015 11:15 AM

Come ho già scritto, dal mio punto di vista è una presa per il sostenere che i nuovi contratti a tempo indeterminato siano una svolta rispetto al precariato.
Le aziende ormai non guardano in faccia nessuno, scelgono solo la strada più economicamente vantaggiosa.


Si ma io ti avevo chiesto una cosa precisa: una grande azienda come FCA, dopo aver assunto e formato centinaia di ragazzi, scaduti i 3 anni di agevolazioni sui costi del dipendente, per te è capace di licenziare anzichè tenerseli dopo aver investito su di loro appunto ?
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- http://www.alvolante.it/news/fca-sotto-indagine-leva-del-cambio-alcune-auto-345184

Ma stiamo scherzando ? E' cosi su tutte le auto !
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- http://www.omniauto.it/magazine/36283/fca-bonus-dipendente

Davvero una gran bella notizia 
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- http://www.clubalfa.it/13979-maserati-stop-alla-produzione-a-modena-a-fine-2016.html

Bah.............speriamo sia rimpiazzata quanto prima la gran turismo. Non puo non esserci una coupè di quel segmento in casa maserati..............
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- http://www.alvolante.it/news/fiat-accuse-dalla-germania-emissioni-irregolri-346485
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Inserito 24/6/2016 7:40 AM (#550270 - in reply to #248358)


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Quindi adesso FCA avrà sede legale in Europa e sede fiscale fuori? Presumo dovranno rivedere la loro strategia fiscale.
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Inserito 25/6/2016 6:08 PM (#550336 - in reply to #550270)


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labbio - 24/6/2016 7:40 AM
Quindi adesso FCA avrà sede legale in Europa e sede fiscale fuori? Presumo dovranno rivedere la loro strategia fiscale.


Ottima domanda.............
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La Exor degli Agnelli trasloca in Olanda

- http://www.alvolante.it/news/exor-degli-agnelli-trasloca-olanda-347771
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POTENZA
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Marchionne: "Panda via da Pomigliano entro il 2020"

"Sappiamo che la necessità della nostra industria è ridurre i costi di produzione. Quello che abbiamo visto ieri (l'acquisizione di Opel da parte di Peugeot, ndr) è un passo nella giusta direzione, anche perché Carlos Tavares ha dimostrato di saper fare bene, con il rapido risanamento di PSA. È comunque un pacchetto difficile da mettere insieme: lo so bene perché nel 2009 avevamo proposto qualcosa di molto simile quando abbiamo tentato di comprare la Opel".

Peugeot-Opel: un accordo che indica la via. Il problema della sovra-capacità produttiva, in effetti, sarà difficile da gestire, sottolinea Marchionne, ma "se riuscirà, Carlos potrà avere una posizione di grande forza in Europa. Il suo successo potrebbe incoraggiare l'industria ad andare avanti in questa direzione, che è quella giusta, ma per lui si tratta soltanto di un primo passo". L'accordo Opel-PSA presenta dunque degli aspetti sicuramente positivi, ma anche importanti difficoltà, secondo il numero uno FCA. Che aggiunge: "È ancora presto per esprimersi, ma se Tavares riesce con Opel, significa che gli errori precedenti sono stati tutti della dirigenza GM".

GM alleata ideale, ma VW buona alternativa . "L'operazione tra GM e PSA", prosegue Marchionne, "minaccia la Volkswagen più di qualunque altro gruppo. Mueller fa il coraggioso, ma mettergli un numero due alle calcagna...". Dopo il take over di PSA, comunque, FCA punta ancora a una fusione con la General Motors. "Il partner più desiderabile per noi è ancora la GM", conferma il top manager. E a chi gli chiede se il Gruppo tedesco può essere un'alternativa per una possibile alleanza, Marchionne risponde: "Lo è. Non ho dubbi sul fatto che, al momento opportuno, il Gruppo Volkswagen potrebbe farsi vivo e potremmo fare due chiacchiere. Ho sempre detto che c'è una logica e una buona base per farlo per loro, così come per chiunque abbia le nostre dimensioni".

Dottrina Trump: "Tornare negli Usa con progetti di lungo termine". Sulla nuova dottrina economica di Washington: "Non voglio parlare di politica né del presidente Trump: lo abbiamo incontrato nei mesi scorsi e ho già detto cosa penso della sua politica di promozione dell'attività manifatturiera sul suolo americano. Come Detroit Three dobbiamo concentrarci di nuovo sulla produzione negli Usa, e costruire in questo senso un progetto che sia di lungo termine. E da parte nostra abbiamo già cominciato a riportare una parte della produzione dal Messico al Michigan".

Il cammino incerto della globalizzazione. Marchionne ha poi riflettuto sulle prospettive incerte della globalizzazione industriale: "Dopo il ritiro di GM dall'Europa non so davvero cosa dire: noi siamo diventati un costruttore globale, soprattutto grazie all'internazionalizzazione di Jeep, loro da ieri, di fatto, non lo sono più.

"Impatto positivo sulla vita delle persone". "Con la dirigenza GM", ha proseguito il ceo "che definisce il vecchio continente un rischio geopolitico, non so davvero cosa pensare. Di certo, stanno emergendo tutti i limiti di comunicazione del processo di globalizzazione: come aziende e come governi non riusciamo a far capire che ha un impatto positivo sulle vite delle persone. E questo è il più grande problema politico dei nostri tempi".


Pomigliano, arriva l'Alfa. E la Panda torna in Polonia.
"In questo momento" aggiunge l'ad spostando l'attenzione sulle questioni interne, "noi non abbiamo bisogno di un partner in Europa. Abbiamo impiegato molto tempo per riorganizzare la rete produttiva italiana in chiave premium. E stiamo portando avanti questo processo: la Panda deve andare via da Pomigliano, perché la fabbrica è in grado di fare modelli più complessi. Tra il 2019 e il 2020 arriverà la nuova serie e la riporteremo in Polonia, ma io in quel momento non sarò più ad". Di FCA, almeno, perché al vertice di Ferrari la permanenza sarà più lunga: "Devo restare fino al 2020-2021, se voglio prendere i bonus", scherza Marchionne.

La necessità del consolidamento. Se in Europa non c'è necessità di "merger", lo stesso discorso non vale ampliando la vista a una prospettiva più globale: "Non ho avuto conversazioni con GM dopo il take-over di Opel", osserva Marchionne "ma sono ancora convinto che creare economie di scala in questo settore sia assolutamente vitale. Se non lo facciamo, abbiamo margini troppo bassi, che non sono sopportabili sul lungo termine.

Formula 1: ottimismo e cautela sul 2017. Marchionne ha poi toccato l'argomento Ferrari. Scherzando, dopo gli annunci roboanti del pre-stagione 2016: "Oggi ho un profilo talmente basso che non rispondo nemmeno. Ho imparato molto dall'anno scorso. Sono comunque soddisfatto dei piloti e dei risultati nei test: stiamo lavorando, la macchina va bene ed è superiore a quella del 2016. L'obiettivo, come sempre, è quello di vincere. Voglio anche aggiungere che apprezzo il cambio regolamentare. E ricordare che dobbiamo essere grati a Ecclestone per quello che ha fatto per decenni per il nostro sport".

Alfa, prima la compatta o la grande? Infine, i prodotti. Su Alfa Romeo: "Non abbiamo ancora deciso se fare un modello più compatto o più grande per primo, vedremo. Di sicuro c'è bisogno di entrambi: siamo contenti di quello che abbiamo fatto con la piattaforma, su Giulia e Stelvio e mi aspetto grandi cose dal marchio, ma non c'è ancora molto da dire sui prossimi modelli. Da valutare in particolare le strategie sulle compatte: vedremo se sostituire la Giulietta con un solo modello che faccia anche da crossover sotto la Stelvio".

Ibrido, porte aperte per mild e plug-in. Chiarite le strategie, infine, sull'ibrido: "Plug-in per i modelli di prestigio, mild hybrid con sistemi a 48 Volt per le piccole. E nel 2019 arriverà una Ferrari elettrificata". Poi, un po' a sorpresa, è arrivata in chiusura una domanda su Lancia, marchio il cui destino è segnato ormai da anni: "Mi dà fastidio non poterne finanziare il rilancio, ma non ho mai visto un progetto convincente, in grado di farci guadagnare. Preferisco concentrarmi su Alfa e lasciar stare Lancia, per quanto sia io sia Altavilla siamo molto legati a quel brand. Io ho comprato da poco una vecchia Delta Integrale, ma rifare oggi qualcosa che sia alla sua altezza non è immaginabile".

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Dico solo 2 cose:

- sta facendo tutto bene..............e all'improvviso deve prendersi il "vaff*****" di turno dicendo che VW sarebbe una buon alleata.

- sostituta di Giulietta tipo crossover e unico modello ? Ma è impazzito ? La giulietta nuova deve fare il culo alle premium come sta facendo Giulia nel suo segmento. Che faccia la 5p e una versione alternativa questo si. Ma come gli vengono certe sparate ?

Mah.....
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POTENZA

Sergio Marchionne
Alfa e Maserati, i prossimi modelli saranno le crossover

"Non sono preoccupato dal rally di FCA in Borsa: non credo ci siano movimenti sospetti sul titolo. È una questione di fiducia sul nostro piano industriale: confermiamo ulteriormente tutti gli obiettivi per il 2017 e il 2018. Considerando questo", dice Sergio Marchionne, "vedo soltanto un giudizio obiettivo sulle nostre azioni. C'è stato un adeguamento del valore del titolo che riflette il raggiungimento degli obiettivi che ci eravamo posti”.<iframe class="teads-resize" style="HEIGHT: 0px !important; WIDTH: 100% !important; PADDING-BOTTOM: 0px !important; PADDING-TOP: 0px !important; PADDING-LEFT: 0px !important; MARGIN: 0px; MIN-HEIGHT: 0px !important; DISPLAY: block !important; PADDING-RIGHT: 0px !important; border-image: none" />


Al Salone di Detroit, l'ad del gruppo FCA parla a tutto campo. Tra i temi toccati nel corso della conferenza stampa al Cobo Center, ci sono le prospettive per il possibile ritiro degli Usa dall’accordo Nafta: “Siamo tornati a produrre i mezzi Ram da Saltillo al Michigan perché era un atto dovuto, e naturalmente per la riforma fiscale approvata da Trump. Un segno di fiducia nei confronti di un Paese che ci sta dando una grandissima opportunità a livello economico. Ho una grandissima fiducia nel futuro di questo Paese”, ha osservato Marchionne.

Non abbiamo bisogno di partner. L’orientamento sul fronte di una possibile partnership, in quest’ultimo scorcio della presidenza Marchionne è invece profondamente cambiato rispetto al passato. “Siamo ancora convinti della necessità di consolidamento e condivisione, ma ora abbiamo capito che non ci sono partner con cui cambiare e allora procediamo da soli. Stiamo sviluppando le regioni e i singoli marchi per procedere da soli. Non ho più bisogno di nessuno”, ha chiuso l’ad.


Alfa Romeo, lavoro incompiuto.
 Considerazioni anche sul futuro produttivo italiano: "Dobbiamo completare la ristrutturazione del sistema delle fabbriche italiane: l'impegno è finire questo ciclo di sviluppo di Alfa e Maserati, che non possiamo lasciare così incompiute: considero Alfa Romeo ancora un lavoro incompiuto perché due modelli, per quanto di successo, non bastano ancora.


Priorità alle Suv. 
A una domanda di Quattroruote in merito, Marchionne ha sgombrato il campo da ogni dubbio, confermando le anticipazioni che a più riprese abbiamo dato nei mesi scorsi: “La sorella maggiore della Stelvio e la sorella minore della Levante avranno la priorità su tutto il resto. È naturale”, ha osservato l’ad, “la Giulia è una macchina eccezionale, ma non riesce a destare lo stesso interesse della Stelvio. Guardate cosa succede negli Usa, dove un colosso come la BMW fa fatica a vendere le proprie berline tradizionali: questo è un mercato che per due terzi è fatto di Suv e pick-up, e stiamo osservando lo stesso cambiamento repentino anche altrove, come in Europa”. Una scelta logica dunque, ma con una precisazione: “Non chiamatele Suv: quelle le facciamo con il marchio Jeep. Il resto sarà qualcosa di diverso, come lo sono Stelvio e Levante”.


Capitolo spin-off.
 Qui in Michigan non poteva mancare un riferimento al possibile spin-off dei marchi Jeep e Ram: "Scorporare Jeep", ha affermato Marchionne “è un problema molto complesso: bisogna anche ragionare su cosa resta dentro. Quello di Jeep è un successo addirittura inaspettato: la Jeep che abbiamo trovato nel 2009 non sarebbe mai stata in grado di raggiungerlo. Comunque continuo a vedere un sistema integrato, con Jeep ancora dentro FCA". L'attenzione su Jeep, dunque, resta alta, anche se l'ad durante la conferenza stampa non ha confermato quanto anticipato ieri in un'intervista all'agenzia Bloomberg, nella quale aveva dichiarato che proprio grazie alla Jeep il gruppo potrebbe raggiungere il target dei 5 milioni di auto l'anno e raddoppiare gli utili entro il 2022. Confermato, invece, lo spin-off di Magneti Marelli: "Sarà entro il 2018", ha detto l'ad.


Cautela sulle autonome.
 Il numero uno di FCA ha ribadito il suo scetticismo sulla guida autonoma. Citando il filosofo Ludwig Wittgenstein: “Noi non abbiamo fatto annunci in merito, perché io credo in una sua frase: non parlare di una cosa se non la conosci. E l’industria automobilistica sta creando l’illusione che quello della guida autonoma sia un orizzonte vicino: non è così, anzi. Lo stiamo osservando nelle alleanze con Waymo e BMW-Intel-Mobileye, in cui senza dubbio crediamo”.


Niente brand elettrici.
Marchionne, che nell'intervista a Bloomberg di ieri aveva dichiarato che entro il 2025 la metà delle auto prodotte nel mondo sarà elettrificata, non ha approfondito il tema delle auto a batteria. Si è limitati a escludere la creazione ex novo di un marchio dedicato alle elettriche: “Non ne vedo il guadagno: se poi affidi le macchine agli stessi concessionari degli altri marchi, non fai la differenza. Bisognerebbe creare una rete di vendita dedicata, perché le vendite dirette hanno dei limiti che Elon Musk sta sperimentando su Tesla, ma si tratta di un investimento enorme, di cui non sono certo che valga la pena”.


Indizi sulla successione.
 La battuta di Marchionne sul suo successore è un primo indizio per cercare di tracciare un identikit di chi, nel 2019, prenderà il suo posto: “Non ci sono donne in lizza, semplicemente perché non abbiamo figure femminili candidate. Credo che dopo il mio successore, i tempi potrebbero essere maturi per una donna alla guida di FCA. 


Attese per la Formula 1 e freno sulla Formula E.
 Marchionne ha visitato la fabbrica di Maranello venerdì scorso: “Ho visto i ragazzi troppo tranquilli, per quanto mi riguarda. O abbiamo fatto una ciofeca, oppure un mostro. Vedremo la macchina il 22 febbraio”. E l'Alfa Romeo? “Quello con la Sauber è un work in progress: stiamo definendo tutti gli aspetti del nostro rapporto. E dobbiamo ancora capire se manterremo il marchio sulle Ferrari. È una questione di soldi: non possiamo restare sulla loro carrozzeria senza pagarli". Di sicuro, comunque, non entreranno altri marchi FCA come motoristi in Formula 1: "Non useremo né Alfa Romeo né Maserati, in questo senso: Alfa potrebbe, un giorno, essere utilizzato per l'IndyCar", ha aggiunto l'ad. Che apre la porta anche all'ipotesi di un'altra title sponsorship, quella della Maserati con la Haas: "Non si farà quest'anno, ma è un bel piano, e avrebbe costi ragionevoli", ha aggiunto. Raffreddato, invece, l'entusiasmo per il possibile sbarco del Tridente in Formula E, su cui negli scorsi mesi si era aperto uno spiraglio: "Non ne sono più così sicuro".

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Curioso, solo oggi mi rendo conto di aver scritto questa frase esattamente un mese prima di ricevere il benservito, arrivato puntuale alla scadenza del contratto triennale.
E pensare che all'epoca pensavo che la struttura per cui lavoravo fosse una delle poche eccezioni.
Mai giudizio fu più errato.
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Fca, addio alle auto diesel entro il 2022

L'annuncio, secondo indiscrezioni stampa, il 1 giugno con il piano industriale


fca

Fiat Chrysler 'scaricherà' i motori diesel dalle auto passeggeri entro il 2022 in seguito al crollo della domanda e all'aumento dei costi per rendere la tecnologia in linea con gli standard delle emissioni".


Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti secondo le quali Fca annuncerà la decisione di dire addio al diesel nel corso della presentazione del piano industriale il prossimo primo giugno.


Sempre secondo il Financial Times, Fca manterrà comunque l'opzione diesel per i veicoli commerciali.

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POTENZA
Sergio Marchionne
In Europa la Fiat lascerà spazio ad altri marchi


March-18

“Se non abbiamo capito che l’amministrazione Trump sta provando a correggere delle ingiustizie subite negli ultimi anni dagli Usa, non inquadriamo la questione dei dazi. Io non sono d’accordo con questa politica, ma dobbiamo essere cauti e mantenere la mente fredda per dare il giudizio sulla questione”. Così Sergio Marchionne all’incontro con la stampa internazionale al Salone di Ginevra. “Avevamo dei potenziali investimenti in Canada e Messico, e l’abolizione del Nafta potrebbe cambiare le carte in tavola, chiaramente. Ma non voglio entrare in nessuna guerra psicologica: l’eventuale imposizione di dazi sull’acciaio crediamo di poterla assorbire nell’arco del 2018”, ha aggiunto l’ad del gruppo FCA. “In ogni caso, non sono né pessimista né allarmista come altri: dobbiamo stare calmi e lavorare con l’amministrazione Usa”.


C'è tempo per l'elettrico.
Sull’agenda, naturalmente, c’è anche la transizione tra il diesel e l’elettrico. Ma non è ancora il momento di parlarne: “Riceverete una risposta il primo giugno. Ma quello che vedete ai saloni da un certo numero di anni è un impegno enorme per modificare i tipi di alimentazione. Eppure l’elettrico rappresenta una frazione minima del mercato: il futuro non è il presente, quindi dobbiamo fare attenzione. Ci vorrà tempo prima di vedere l’elettrico prendere quota”.


Ridurremo la dipendenza dal diesel.
In ogni caso, “il diesel sta perdendo quote su tutti i mercati europei. Detto ciò”, ha osservato Marchionne, “il distacco del pubblico da questo tipo di alimentazione significa che ridurremo sostanzialmente la dipendenza dal diesel. Ci spingono in questa direzione anche le nuove regolamentazioni, ma dipende sempre dal mercato”.


L'avanzata cinese.
Negli scorsi giorni si è molto discusso dell’arrivo di Li Shufu nel capitale di Daimler: “L’interesse dei cinesi è ovvio. È ragionevole che vogliano fare alleanze per abbassare i costi di sviluppo delle nuove tecnologie che sono molto costose. L’ingresso di Geely in Daimler riflette proprio questo: l’esigenza di ottimizzare le spese per ricerca e sviluppo. È tutto parte di una tendenza più ampia: non sono negativo su un maggiore peso dei cinesi nel settore automobilistico. Il mercato è libero”.


Servono sinergie.
Nel tempo, le convinzioni dell’ad non sono cambiate, sul tema delle sinergie: “Da Confessioni di un drogato di capitale non ho cambiato idea. E lo sviluppo delle nuove tecnologie mi fa più forte nelle mie convinzioni. Se guardate alle aziende che hanno avviato la rete ferroviaria nell’800 in Inghilterra, non ne è sopravvissuta una. Tutte sono rimaste vittima delle spese eccessive e della mancanza di sinergie all’interno del settore”.


Jeep grande potenziale.
Le maggiori soddisfazioni per Marchionne continuano ad arrivare da Jeep: “Avevamo detto subito che sarebbe diventato il principale marchio del nostro gruppo. Gli abbiamo dato spazio e continueremo a farlo con i nuovi modelli e gli aggiornamenti. È un marchio dalla forza eccezionale e sarà una parte essenziale del piano fino al 2022”. “Per quanto riguarda la guida autonoma e l’elettrico”, ha dichiarato oggi l’ad di fronte ai giornalisti di tutto il mondo, “siamo gli unici a non aver sbandierato annunci. Ora siamo convinti di aver aspettato in maniera intelligente e di essere pronti a giugno con un quadro preciso e ambizioso”. 


Alfa Romeo e Maserati, destini intrecciati.
Anche su Alfa Romeo, Marchionne ha espresso considerazioni: “Non voglio che il mio successore soffra quello che ho sofferto io incontrando la stampa che mi ricorda continuamente i mancati obiettivi di volume. Non ne daremo più: parleremo di obiettivi finanziari. Abbiamo dovuto creare un’infrastruttura tecnica di base condivisa con Maserati in grado di competere con i tedeschi. La cooperazione tra Alfa e Maserati funziona, e questa è la vera domanda da fare. Maserati senza Alfa avrebbe le gambe molto corte. Con Giulia e Stelvio abbiamo dimostrato il nostro livello tecnico: ora lasciate lavorare i nostri uffici commerciali”. Restano oblique le risposte sul fronte di possibili derivate della Giulia: se da un lato Marchionne non ha commentato la possibilità di una variante coupé, ha aperto la porta a un maggiore impegno dell’Alfa Romeo sul fronte dei modelli sportivi. “Non c’è dubbio”. Ma fino a giugno le considerazioni rimarranno vaghe. Più chiare invece quelle sul futuro della MiTo: “Il mercato per le tre porte compatte si è fortemente contratto”. La prima Maserati su architettura Alfa la vedremo tra fine 2019 e inizio 2020. E sarà prodotta in Italia, come tutti gli altri modelli dei due marchi: “Abbiamo capacità produttiva in Italia per le decisioni che abbiamo preso in passato su Cassino, Mirafiori e le ex fabbriche Bertone. Con quella strategia abbiamo garantito un futuro alla rete produttiva italiana”.


I contatti con Geely.
L’incontro con i cinesi della scorsa estate è stato minimizzato: “Geely è venuta da noi, ci siamo incontrati, è stato un incontro piacevole e non abbiamo concluso nulla perché non c’era nulla da concludere. Nessun interesse nell’acquisizione di FCA: il nostro obiettivo è quello di raggiungere i nostri obiettivi 2018. Soltanto stamattina ho incontrato Andrea Bonomi di Aston Martin e il mio omologo di Peugeot. Ma questo non significa che abbia stretto accordi con loro”.


Stagione sportiva.
Capitolo Formula 1: “Sarà dura. La macchina è in buone condizioni e non ho i timori sullo sviluppo che avevo l’anno scorso. Ma è impossibile giudicare a che punto è la Mercedes fino a Melbourne. In ogni caso, sono convinto dell’affidabilità della power unit”. “Alla Formula E ci pensiamo, ma non è una nostra priorità al momento. La tecnologia che usa adesso non ci interessa tanto da entrare. Non vedo benefici, ma teniamo d’occhio la situazione. Intanto la priorità resta quella di valutare i risultati di Alfa in Formula 1: “Soltanto dopo capiremo se sia il caso di incrementare il nostro coinvolgimento con Sauber. Ho pensato anche ad affiancare il marchio Maserati ad Haas, ma non è una priorità”.


Fiat e il ruolo in Europa.
“Abbiamo bisogno di fare spazio ai marchi più potenti. Non sto uccidendo Fiat, credo che abbia un grande futuro in America Latina, e che in Europa possa contare sulla forza della 500. Ma non dobbiamo essere emotivi: la rilevanza di Fiat per il pubblico è diminuita. Prendete la Lancia: io guido una Delta Integrale e credo che fosse la migliore macchina che il gruppo costruiva all’epoca. Ma poi il marchio ha perso importanza”.


Tema successione.
“Il mio successore non sa chi sarà. Lo saprà mezz’ora prima dell’annuncio ufficiale”, ha scherzato Marchionne. “È successo così a me e non vedo perché debba andare diversamente per lui”. L’ad ha poi confermato che il nome non verrà reso noto a giugno, e che le tempistiche della sua uscita di scena (a inizio 2019) restano invariate.

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Sergio Marchionne
In Europa la Fiat lascerà spazio ad altri marchi



In ordine sparso i marchi a cui Fiat ha già lasciato spazio senza nessuno sforzo: Renault, Citroen, Peugeot, Kia, Hyundai, Volksagen, Seat, Ford, Dacia, Chevrolet, Toyota, ecc.
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