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Topic: FIAT - Azienda e mercato

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Lazza - 4/2/2010 5:30 PM
Concordando pienamente aggiungo che continuando così, sindacati e governo raggiungeranno il solo obiettivo di "pagare" per tenere le produzioni in Italia. In siti obsoleti, mal serviti, mal gestiti con bassissima redditività e subordinati a mafie locali.



Insomma, nulla di nuovo dalla solita politica degli ultimi 30/40 anni, politica che oltretutto è una delle maggiori cause della condizione in cui versiamo.
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cuoresportivo86
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KOKAL - 4/2/2010 4:51 PM

E' evidente che travisi il significato del "fare una figuraccia", in questo la stanno facendo molto più i sindacati ed il governo che si ostinano a voler imporre politiche industriali basate sull'assistenzialismo invece che sui progetti produttivi sostenibili.


Non entro nel merito del governo, altrimenti ne avrei da dire tante davvero (scusa ma sono proprio contro il grande puffo che abbiamo al governo e i suoi discepoli).

KOKAL - 4/2/2010 4:51 PM
Marchionne pensa a Fiat e a come portare valore aggiunto ad essa e lo fa semplicemente perchè è pagato per raggiungere questo scopo.

Marchionne pensa SOLO a Fiat, scusa se ti correggo

KOKAL - 4/2/2010 4:51 PM
Finchè non inizierai a scindere l'emotività dalle effettive logiche aziendali, continuerai a copiare ed incollare le solite solfe da un forum all'altro senza neppure voler capire il perchè di certe mosse.



Mi dispiace, ma non vedo risultati e futuro in Lancia e soprattutto in Alfa Romeo, l'emozione e l'affetto non centrano nulla. Marchionne è un incapace, sarà bravo in altro sicuramente.

Preciso che non sono l'unico a pensarla cosi, ma migliaia di gente, tra forum e non (e lo sai).
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Certo che se la rivelazione di Marchionne è vera c'è da rifletterci su."E non possiamo più permetterci di tenere aperto un impianto che non èin grado di stare in piedi. Per assurdo, per noi sarebbe piùconveniente continuare a pagare tutti i dipendenti fino alla pensionetenendoli a casa".
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KOKAL
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cuoresportivo86 - 4/2/2010 9:35 PM

Marchionne pensa SOLO a Fiat, scusa se ti correggo



FGA, visto che ne è l'AD, correzione errata quindi.

cuoresportivo86 - 4/2/2010 9:35 PM
Mi dispiace, ma non vedo risultati e futuro in Lancia e soprattutto in Alfa Romeo, l'emozione e l'affetto non centrano nulla. Marchionne è un incapace, sarà bravo in altro sicuramente.
Preciso che non sono l'unico a pensarla cosi, ma migliaia di gente, tra forum e non (e lo sai).


Evidentemente hai un metro di giudizio troppo corto, lui è riuscito a tirar fuori denaro dalla joint venture FGA-GM, salvando il gruppo dal fallimento e portandolo nel 2009 a comprarsi un pezzo di Chrysler (leggi non tanto valore assoluto quanto possibilità di globalizzazione) senza tirar fuori un cent.
Questo oltreoceano ha destato molta ammirazione tanto da concedere la possibilità ad un gruppo italiano di tentare il salvataggio del terzo produttore di automobili statunitense con soldi pubblici USA.
Per il futuro vale ancora una volta il solito discorso: chi giudica stando comodamente seduto davanti al pc fortunatamente non ha nessuna influenza sul lavoro svolto da Marchionne che, e te lo ribadisco per la milionesima volta, sarà giudicato dal mercato in primis, dai conti in seconda battuta e dalla proprietà Fiat ed azionisti.
Di solito poi si giudicano i risultati, altrimenti si parla di aria fritta e si passa da presuntuosi.
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Chiavari (GE)

Fiat: Montezemolo, "con me alla guida mai ricevuto un euro dallo Stato"



“Da quando ci siamo noi, Fiat non ha ricevuto un solo euro dallo Stato”. Luca Cordero di Montezemolo, presidente del gruppo torinese, ha voluto replicare alle parole (“Stop alle elargizioni statali nei confronti di un’azienda già ampiamente sovvenzionata”) di Renato Schifani, presidente del Senato, precisando come “Fiat e governo vivano un rapporto molto chiaro e molto positivo, di dialogo e confronto, come è giusto che sia”. Il manager 62enne, nell’annosa querelle legata al futuro di Termini Imerese, precisa poi che «le politiche industriali necessarie per mantenere competitiva un’azienda non potranno essere disgiunte dal problema di farsi carico delle famiglie e delle persone”.

“Da quando siamo noi al Lingotto”, prosegue Montezemolo, “Fiat non ha ricevuto un euro dallo Stato. Ho visto alcune stime secondo cui gli incentivi, che sono dati non alle aziende ma ai consumatori, siano andati per il 70 per cento alle aziende straniere, e solo per il 30 per cento alla Fiat. Quindi credo che dobbiamo uscire da un approccio demagogico e guardare alla realtà così com’è”.

“Fiat è e resterà italiana. Non solo perché è l’unica azienda il cui nome è Fabbrica Italiana Automobili Torino”, conclude l’ex presidente Confindustria, “ma anche perché da quando sono presidente e Marchionne è amministratore delegato, cioè dalla metà del 2004, abbiamo investito nel mondo 25 miliardi di euro e in Italia oltre 16. Intendiamo andare avanti su questa strada”.



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KOKAL - 5/2/2010 2:07 PM

[...] gli incentivi, che sono dati non alle aziende ma ai consumatori [...]


Ci piglia tutti per fessi?
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cuoresportivo86
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KOKAL - 5/2/2010 12:06 AM



FGA, visto che ne è l'AD, correzione errata quindi.


Se vabè.......ho sbagliato a dire che lui pensa solo a Fiat, è vero hai ragione Menomale che vedo MIGLIAIA di persone che la pensano come te e uno solo che non la pensa come me/noi, cioè tu. Sarà, ma se siamo davvero in tanti credo che un motivo ci sarà.......


KOKAL - 5/2/2010 12:06 AM
Evidentemente hai un metro di giudizio troppo corto, lui è riuscito a tirar fuori denaro dalla joint venture FGA-GM, salvando il gruppo dal fallimento e portandolo nel 2009 a comprarsi un pezzo di Chrysler (leggi non tanto valore assoluto quanto possibilità di globalizzazione) senza tirar fuori un cent.

Oh Madonna santa....ma lo vuoi capire che tutti e dico tutti se ne sbattono le balle di quello che ha salvato? Ma non ti sei accorto che Marchionne ha contro gli amanti del marchio (quelli che lui ritiene dei coglioni che vogliono delle vere alfa romeo, e parliamo di migliaia di persone nel mondo, non solo in itali), riviste del settore, lavoratori.........e via dicendo, ci sarà un c****o di motivo??

Chi gli va dietro sono solo i suoi leccaculo e gli azionisti che con lui continuano a fare palate di soldi


KOKAL - 5/2/2010 12:06 AM
Per il futuro vale ancora una volta il solito discorso: chi giudica stando comodamente seduto davanti al pc fortunatamente non ha nessuna influenza sul lavoro svolto da Marchionne



Ma magari si potesse influenzare il suo lavoro...........

KOKAL - 5/2/2010 12:06 AM
che, e te lo ribadisco per la milionesima volta, sarà giudicato dal mercato in primis.


A me risulta che il mercato già l'ha giudicato...........
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cuoresportivo86 - 5/2/2010 5:04 PM

Se vabè.......ho sbagliato a dire che lui pensa solo a Fiat, è vero hai ragione  Menomale che vedo MIGLIAIA di persone che la pensano come te e uno solo che non la pensa come me/noi, cioè tu. Sarà, ma se siamo davvero in tanti credo che un motivo ci sarà.......

Oh Madonna santa....ma lo vuoi capire che tutti e dico tutti se ne sbattono le balle di quello che ha salvato? Ma non ti sei accorto che Marchionne ha contro gli amanti del marchio (quelli che lui ritiene dei coglioni che vogliono delle vere alfa romeo, e parliamo di migliaia di persone nel mondo, non solo in itali), riviste del settore, lavoratori.........e via dicendo, ci sarà un c****o di motivo??


Certo, la motivazione è quella che ognuno guarda esclusivamente al proprio interesse, incurante di quello che è la realtà industriale e sociale attuale.
Ognuno pensa alla salvaguardia del proprio sedere senza pensare minimamente che è inserito all'interno di un sistema che deve funzionare entro canoni logici ai quali non si scappa e la stessa cosa fanno quelli come te che vorrebbero vedere una gamma Alfa Romeo come si deve senza curarsi del fatto che magari il mercato in questo momento non è propizio per determinati investimenti i quali hanno bisogno di liquidità che ora come ora non è disponibile o che la logica suggerisce di investire in segmenti dal ritorno più sicuro.
Marchionne è una volpe, non ritiene nessuno un coglione, tantomeno dei probabili acquirenti, però non è neppure così scemo da seguire critiche popolari che chiedono auto da 40-70 mila euro ma che non saranno in grado di acquistare.

Ti faccio un paragone: tu che rinneghi l'attuale governo, ti sei mai chiesto come mai goda di una così ampia maggioranza elettorale salvo poi avere un paese che esprime malumori e lamentele con una sola voce?
Te lo spiego io: l'attuale maggioranza ed in particolare il suo leader, hanno la capacità di far presa sulle aspettative delle persone salvo poi disattenderle più o meno puntualmente (spiegazione delle sconfitte elettorali subite ad opera di Prodi), e per questo quando si verificano i casi Termini Imerese / Alcoa, i lavoratori (elettori) battono cassa allo stato che invece di rispondere con misure strutturali per consetire lo sviluppo di realtà industriali sostenibili, ricatta le aziende legando bonus economici al mantenimento dei posti di lavoro: in pratica usano i nostri soldi per comprare i posti di lavoro non sostenibili e di conseguenza i voti e questa è una delle politiche responsabili del disfacimento in corso nel nostro tessuto industriale in corso ormai da almeno 30 anni.

cuoresportivo86 - 5/2/2010 5:04 PM
Chi gli va dietro sono solo i suoi leccaculo e gli azionisti che con lui continuano a fare palate di soldi


Lascia perdere le affermazioni populistiche.
Io non sono un leccaculo di nessuno e neppure un azionista e, semmai, sono stato danneggiato dalla politica di Marchionne che con tutta probabilità ha chiuso i rubinetti agli interventi post-vendita sulla 159 ed io mi ritrovo ad aver speso 40mila euro ed avere un'auto piena di difetti oltre che invendibile.
Ovviamente sono anche insoddisfatto di ciò che è l'Alfa Romeo adesso ma tutto questo non puo' rendermi cieco e osteggiare, per una mera questione personale, logiche che sono incontrovertibili.



cuoresportivo86 - 5/2/2010 5:04 PM
A me risulta che il mercato già l'ha giudicato...........


Se ti riferisci ad Alfa Romeo e Lancia, sono marchi in stand-by, Fiat ha guadagnato quote di mercato a livello globale ed il rilancio di Chrysler è solo allo stato progettuale visto che l'operazione è partita da meno di un anno.
Per giudicare la risposta del mercato all'azione del piano globale di Marchionne bisognerà attendere almeno il 2012-2013.
Se la risposta ed il ritorno economico saranno positivi, allora ci sarà spazio di manovra anche per rilanciare marchi di nicchia come l'Alfa Romeo in modo che possano contrubuire in maniera stabile e sostanziale all'accrescimento dei volumi di vendita.


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Fiat: "Nessun altro stabilimento è in pericolo" secondo Marchionne


L’amministratore delegato Fiat Sergio Marchionne è tornato oggi sul nodo delle fabbriche italiane del Gruppo, annunciando che oltre a Termini Imerese, impianto destinato a chiudere a fine 2011, “nessun’altra fabbrica è a rischio”. L’intervento odierno di Marchionne all’Unione Industriale di Torino è poi proseguito con un commento sulla vicenda degli incentivi.

In riferimento alle dichiarazioni rilasciate ieri dal Ministro Scajola (”gli incentivi 2010 saranno riservati a settori diversi dall’auto”), Marchionne ha affermato che “la scelta di non rinnovarli è stata concordata con il Governo”. L’ad tuttavia, non ha nascosto che la decisione comporterà inevitabilmente delle conseguenze negative nel corso del 2010: “Senza incentivi venderemo 350.000 auto in meno in Italia”, ha concluso Marchionne.



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Fiat: formalizzata una joint venture con la russa Sollers per la produzione di 500mila veicoli all'anno


Fiat Linea 2007


La dirigenza del gruppo Fiat ed il management Sollers sigleranno nella giornata di oggi un accordo di collaborazione che darà vita al secondo gruppo in Russia nella produzione di automobili. La joint venture, patrocinata dal presidente russo Vladimir Putin, darà origine a 500.000 vetture ogni anno e prevede un investimento congiunto pari a 2.4 miliardi di euro. Secondo indiscrezioni non ancora confermate, dallo stabilimento di Naberezhnye Chelny verranno realizzati nove modelli su piattaforme Fiat/Chrysler, fra cui la Fiat Linea. La nascita di questi modelli comporterà la dismissione delle linee produttive ora utilizzate dalla SsangYong.



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IL CASO FIAT

La fine degli scambi corporativi
e le ragioni industriali del governo


Sono giorni importanti nella storia dell’industria italiana. Dopo un periodo di incertezza, il governo Berlusconi sembra ormai orientato a non rinnovare gli incentivi pubblici per la rottamazione delle automobili. Gli incentivi, sostengono i ministri, aumentano artificialmente la domanda nell’immediato preparandone il calo nel futuro; e Sergio Marchionne si è detto d’accordo, pur avendoli invocati un paio di mesi fa. La sequenza degli scambi corporativi tra il più grande gruppo industriale italiano e lo Stato interventista sembra interrompersi, dopo un secolo di applausi e di polemiche. Ma la novità riguarda solo l’Italia, perché la Fiat ha riannodato la trama con la spesa pubblica grazie all’ingresso nella Chrysler, assistito dal Tesoro Usa, già alfiere del liberismo.

In realtà, la fine degli incentivi non dipende dalle ragioni di teoria economica sbandierate ieri: questo genere di aiuti è stato più volte rinnovato da governi di ogni colore, ovunque. La vera ragione è l’indisponibilità della Fiat a pagare il prezzo che chiedevano Silvio Berlusconi e il suo ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola: la salvaguardia delle fabbriche italiane, compresa Termini Imerese. La pretesa del governo non era peregrina. In Francia, il presidente Sarkozy ha condizionato il supporto pubblico alla Renault all’impegno del suo gerente, Carlos Ghosn, a non trasferire lavorazioni in Turchia. Chi mette capitali in un’impresa, sia pure sotto forma di incentivi, ha diritto di chiedere controprestazioni. Ma chi guida un’impresa può ragionare sulle alternative. E Marchionne è convinto di averne. Qualche centinaio di milioni di euro di incentivi, nella sua opinione, non valgono gli extracosti permanenti di impianti mal concepiti. Tanto più se il baricentro di Fiat Auto si va spostando fuori dall’Italia. Perché altrove sono i mercati più promettenti e i governi più generosi. Già oggi il Brasile è il Paese dove Fiat Auto vende di più.

E domani, se la scommessa sulla Chrysler andrà bene, molto peserà l’America. Nei piani presentati a Palazzo Chigi prima di Natale, la Fiat del futuro farà un po’ più di 5 milioni di vetture, la metà con i marchi Chrysler. In Brasile e negli Usa si concentreranno i 3-4 quinti della produzione e delle vendite, e con margini più alti di quelli europei. Certo, il Brasile in passato ha avuto alti e bassi clamorosi; con Chrysler la Mercedes ci ha provato per anni e poi, dopo aver perso molte decine di miliardi di dollari, ha alzato bandiera bianca; l’Italia è un mercato conosciuto e a suo modo stabile. Ma Marchionne è convinto di potersela giocare. Il Brasile di Lula è un gigante che si è svegliato. Negli Usa la Fiat trova aiuti per 8 miliardi e una libertà di tagliare che le regala costi sconosciuti in Europa. E gli analisti, che un anno fa attribuivano a Chrysler un avviamento negativo, ora la valutano da un quarto a metà di Fiat Auto. Se sfonderà a Detroit, Marchionne passerà alla storia dell’industria senza essere mai stato un car guy, come gli americani chiamano gli ingegneri cresciuti a latte, benzina e motori. E a quel punto, tra due o tre anni, Chrysler sarà un magnete capace di attirare nella sua orbita la casa madre italiana. Poco importa se la Fiat Spa si troverà in società con i sindacati e il Tesoro degli Stati Uniti. Anzi, meglio: così avverrà il distacco da Fiat Auto che gli Agnelli sognano da qualche anno.

Del resto, Marchionne da tempo ripete che la Fiat Spa non metterà più un euro nell’auto perché questa attività non ripaga da anni il capitale investito. E l’Italia? Le vetture piccole danno margini piccoli, ha ricordato il leader della Fiat nell’intervista di ieri alla Stampa. La fine degli incentivi riporta l’attenzione sui margini operativi, e allora anche la promessa di trasferire la produzione della nuova Panda dalla Polonia a Pomigliano d’Arco sembra— senza ulteriori spiegazioni —più una mossa politica che un progetto industriale. La svalutazione delle piattaforme per 125 milioni di euro, effettuata nel bilancio 2009, è un piccolo indizio dell’orientamento della produzione delle cilindrate maggiori oltre Atlantico. D’altra parte, perfino la General Motors sta esaminando il progetto di trasferire il quartier generale a Shanghai, visto che ormai è la Cina il Paese dove vende di più e meglio. I radicamenti territoriali omai cambiano in funzione dei mercati. E se le aziende non hanno investito abbastanza quando avrebbero dovuto per posizionarsi nelle fasce alte della produzione, come ha fatto la Volkswagen e non la Fiat, le sole forze capaci di contrastare la tendenza sono i governi: quelli che ne hanno i mezzi, un’élite della quale non fa parte il governo italiano.





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Il governo voleva comprare, con i soldi pubblici, dei posti di lavoro che il mercato ha dichiarato in esubero.
Ha posto un ricatto innanzi ad una svolta storica da parte di un AD FGA: esigere la collaborazione dell'esecutivo per realizzare un piano industriale serio e sostenibile.
Berlusconi & Scajola lo prenderanno ugualmente nel sedere poichè se come dice Marchionne senza incentivi Fiat venderà 350mila vetture in meno in Italia, vorrà dire che l'inps pagherà quei soldi in cassaintegrazione per gli operai che non avranno da produrre automobili.
Dei veri geni insomma i nostri governanti....ma ahinoi non è una novità.
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KOKAL - 12/2/2010 2:24 PM
Il governo voleva comprare, con i soldi pubblici, dei posti di lavoro che il mercato ha dichiarato in esubero.
Ha posto un ricatto innanzi ad una svolta storica da parte di un AD FGA: esigere la collaborazione dell'esecutivo per realizzare un piano industriale serio e sostenibile.
Berlusconi & Scajola lo prenderanno ugualmente nel sedere poichè se come dice Marchionne senza incentivi Fiat venderà 350mila vetture in meno in Italia, vorrà dire che l'inps pagherà quei soldi in cassaintegrazione per gli operai che non avranno da produrre automobili.
Dei veri geni insomma i nostri governanti....ma ahinoi non è una novità.


Va anche detto che, se invece gli incentivi si attuassero senza chiedere in cambio un impegno per l'occupazione, la gente direbbe "il governo regala soldi alla Fiat [non contando che degli incentivi traggono benefici anche le altre case automobilistiche] e loro licenziano pure gli operai"...

A me il Berluska non sta simpatico, però bisogna ammettere che qualsiasi cosa faccia a noi non va mai bene.
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KOKAL
Inserito 12/2/2010 9:11 PM (#259131 - in reply to #259060)


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Alpha - 12/2/2010 3:30 PM
Va anche detto che, se invece gli incentivi si attuassero senza chiedere in cambio un impegno per l'occupazione, la gente direbbe "il governo regala soldi alla Fiat [non contando che degli incentivi traggono benefici anche le altre case automobilistiche] e loro licenziano pure gli operai"...


Alla gente fai credere quello che vuoi, sarebbe bello farle credere in cose giuste una volta tanto.

Alpha - 12/2/2010 3:30 PM
A me il Berluska non sta simpatico, però bisogna ammettere che qualsiasi cosa faccia a noi non va mai bene.


Calma, calma....la questione non riguarda solo l'attuale governo ma anche quelli che l'hanno preceduto.
Il concetto di questo tipo di politica vige nel nostro paese da decenni, non è solo un'eccezione attuale come lo è invece Marchionne e l'attuale politica Fiat.
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parigi / ginevra / cuneo

Che se li tengano i soldi degli incentivi a Roma.

Anche se Marchionne mi dà un gran fastidio per come tratta l'Alfa, ha almeno il merito di avere rifiutato di tenere aperta Termini in cambio degli incentivi. Che poi non favoriscono il gruppo Fiat ma gonfiano artificialmente i segmenti bassi del mercato per tutti i costruttori che abbiano una gamma sui segmenti A e B.

Già che c'era se almeno chiudeva anche Pomigliano finivamo di fare pulizia... poveri futuri acquirenti della Panda 3...

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KOKAL - 12/2/2010 9:11 PM
Alpha - 12/2/2010 3:30 PM
Va anche detto che, se invece gli incentivi si attuassero senza chiedere in cambio un impegno per l'occupazione, la gente direbbe "il governo regala soldi alla Fiat [non contando che degli incentivi traggono benefici anche le altre case automobilistiche] e loro licenziano pure gli operai"...


Alla gente fai credere quello che vuoi, sarebbe bello farle credere in cose giuste una volta tanto.


Sono d'accordo, ma quali sarebbero le cose giuste di cui parli?

La logica operativa di Marchionne è giusta sul piano economico, ma crea problemi sul piano sociale.
Lo scopo degli incentivi governativi dovrebbe essere appunto quello di fornire indirettamente sostegno all'occupazione, stimolando la domanda (e quindi la produzione) in momenti di crisi: se l'occupazione comunque deve essere tagliata, ha senso dare gli incentivi? Non è meglio allora dirigere le risorse sugli ammortizzatori sociali (che comunque dovranno essere attivati)?

Bada bene, non sto dicendo che Marchionne sbaglia a voler ristrutturare la Fiat, anzi proprio il contrario. Solo che non ci vedo nulla di male nel fatto che il Governo subordini l'erogazione degli incentivi ad obiettivi di sostegno dell'occupazione. Va de sé che se la Fiat non può assumersi un impegno del genere, il Governo debba cercare qualcun altro che possa farlo.
Senza un ritorno sul piano occupazionale, gli incentivi si ridurrebbero ad una sovvenzione per il settore auto fine a sé stessa... non mi sembra che abbia un senso, no?


KOKAL - 12/2/2010 9:11 PM
Alpha - 12/2/2010 3:30 PM
A me il Berluska non sta simpatico, però bisogna ammettere che qualsiasi cosa faccia a noi non va mai bene.


Calma, calma....la questione non riguarda solo l'attuale governo ma anche quelli che l'hanno preceduto.
Il concetto di questo tipo di politica vige nel nostro paese da decenni, non è solo un'eccezione attuale come lo è invece Marchionne e l'attuale politica Fiat.


Guarda, ho parlato del Berluska perché ora al governo c'è lui, ma potevo anche dire genericamente "il Governo" e sarebbe stato lo stesso.
La verità è che, in periodi di crisi, chiunque sia al governo non ne fa una giusta (qualunque cosa faccia)... è il classico "piove, Governo ladro".

Che poi la nostra classe politica faccia pena l'ho sempre detto (e scritto, anche qui sul 159OC), però è anche vero che in Italia abbiamo la tendenza a (s)cadere nella facile retorica ad ogni piè sospinto. Ovviamente non mi riferisco a te, penso si sia capito...


Edited by Alpha 15/2/2010 10:04 AM
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Alpha - 15/2/2010 9:49 AM
Sono d'accordo, ma quali sarebbero le cose giuste di cui parli?


Che non possono e non devono esistere posti di lavoro sostenuti con soldi pubblici, altrimenti va a farsi friggere tutto il concdetto di economia basata sul libero mercato.

Alpha - 15/2/2010 9:49 AM
La logica operativa di Marchionne è giusta sul piano economico, ma crea problemi sul piano sociale.
Lo scopo degli incentivi governativi dovrebbe essere appunto quello di fornire indirettamente sostegno all'occupazione, stimolando la domanda (e quindi la produzione) in momenti di crisi: se l'occupazione comunque deve essere tagliata, ha senso dare gli incentivi? Non è meglio allora dirigere le risorse sugli ammortizzatori sociali (che comunque dovranno essere attivati)?


La logica operativa di Marchionne mira ad un piano industriale sostenibile, cosa sconosciuta a tutti i suoi predecessori.
Lo scopo degli ECO-incentivi non è quello di fornire indirettamente sostegno all'occupazione (quello è l'effetto mascherato), bensì quello di rinnovare il parco auto circolante in base agli accordi europei nella riduzione delle emissioni.
Inoltre quello degli ammortizzatori sociali, è un fondo realizzato con i contributi aziendali, ovvero le aziende, quando pagano normalmente gli stipendi ai dipendenti, versano nelle casse dell'inps una quota di accantonamento per la cassaintegrazione (funziona con la logica del tfr), ergo quello sono soldi che lo stato ha già preso ed utilizzato ma non erano suoi.
Sul sostegno dell'occupazione sono d'accordo sul concetto che lo stato deve farsene carico (ma a Termini anche la Fiat si è resa disponibile ad accollarsi parte dei costi sociali), il problema è come, ovvero non basta incentivare un settore quando questo si trova in una cronica situazione di produzione antieconomica o di sovraproduzione.
Quello di incentivare il cambio dell'automobile è solo un palliativo, perchè il nostro è ormai solo un mercato di rinnovamento.
Ad esempio (ma ci possono essere altre soluzioni "strutturali"): perchè non fare in modo da rendere competitiva la produzione di auto in Italia e la loro esportazione verso paesi in cui il mercato dell'auto è in forte espansione?


Alpha - 15/2/2010 9:49 AM
Bada bene, non sto dicendo che Marchionne sbaglia a voler ristrutturare la Fiat, anzi proprio il contrario. Solo che non ci vedo nulla di male nel fatto che il Governo subordini l'erogazione degli incentivi ad obiettivi di sostegno dell'occupazione. Va de sé che se la Fiat non può assumersi un impegno del genere, il Governo debba cercare qualcun altro che possa farlo.
Senza un ritorno sul piano occupazionale, gli incentivi si ridurrebbero ad una sovvenzione per il settore auto fine a sé stessa... non mi sembra che abbia un senso, no?


Il ritorno sul piano occupazionale non c'è: non investi dei soldi per avere nuovi posti di lavoro, ma usi fondi pubblici per mantenere un tipo di occupazione che il mercato ha decretato insostenibile nel lungo periodo.
Quindi affronti con palliativi quella che è una situazione strutturale; il risultato è quello di prolungare e rimandare il momento in cui il problema dovrà necessariamente essere affrontato in maniera definitiva, solo che nel frattempo hai regalato ogni anno ad aziende straniere quasi i 2/3 dei fondi stanziati per gli incentivi auto.
In tutta europa sono in corso vertenze per la chiusura di stabilimenti produttivi (vedi la Opel in Belgio e Germania), e questo è sintomatico, assieme ai numeri delle vendite, della situazione di mercato sopraesposta.



Alpha - 15/2/2010 9:49 AM
Guarda, ho parlato del Berluska perché ora al governo c'è lui, ma potevo anche dire genericamente "il Governo" e sarebbe stato lo stesso.
La verità è che, in periodi di crisi, chiunque sia al governo non ne fa una giusta (qualunque cosa faccia)... è il classico "piove, Governo ladro".
Che poi la nostra classe politica faccia pena l'ho sempre detto (e scritto, anche qui sul 159OC), però è anche vero che in Italia abbiamo la tendenza a (s)cadere nella facile retorica ad ogni piè sospinto. Ovviamente non mi riferisco a te, penso si sia capito...


Il problema è che effettivamente i governi sono stati rarissimamente in grado di dare delle risposte tangibili alle esigenze del paese, non è una retorica.
La gente attualmente in cassaintegrazione è incazzatissima, sai perchè?Perchè guarda alla tv o legge sui giornali che il governo ha fatto mari e monti per proteggere l'occupazione e per sostenere tutti coloro che hanno perso o stanno perdendo il posto di lavoro.....peccato che un'azienda che oggi chiude e ti mette in cassaintegrazione, ti condanni ad attendere oltre 5 mesi (si, CINQUE MESI) prima di iniziare a vedere un cent dall'inps.
Nel frattempo agli operai capofamiglia, glielo spieghi tu come andare a fare la spesa al supermercato e non incazzarsi quando guardano alla tv le dichiarazioni dei nostri politici?
Il problema è che la politica non ha contatto con la realtà, se hanno stanziato xxx milioni di euro di fondi per gli ammortizzatori sociali che definiscono "uno strumento di urgenza per il sostegno del reddito dei lavoratori che perdono o rischiano il posto di lavoro", se poi all'inps ci impiegano 5 mesi per analizzare e sentenziare circa una domanda di cigs.....chissenefrega!!!!E l'urgenza va a farsi fore.
Il concetto è questo: per non so quali motivi (ne ho ipotizzati tanti ma ormai non cerco più neppure il perchè), attuano queste politiche superficiali ed inefficaci sperperando un sacco di denaro pubblico senza quasi mai raggiungere gli scopi per i quali sono stati stanziati.
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KOKAL - 15/2/2010 12:24 PM
...cut...


Ho l'impressione che non ci siamo intesi su alcuni punti, nel senso che in parte stiamo dicendo la stessa cosa (ma tu la esprimi come se fosse una cosa diversa da ciò che dico io, quindi forse non mi sono spiegato bene) mentre per altri versi stiamo parlando proprio di due cose diverse.

Circa la necessità di ristrutturare le attività produttive io sono d'accordo, non sono d'accordo quando si dice che il governo sbaglia a chiedere garanzie per l'occupazione in cambio dell'erogazione degli incentivi alla vendita di auto nuove. E' il suo compito farlo, perché se anche questo va contro le regole del libero mercato (come sempre accade quando lo Stato interviene nell'economia), nell'immediato serve a ridurre l'impatto sociale delle congiunture negative (questo si dovrebbe poi accompagnare a politiche di ristrutturazione "soft" di medio-lungo periodo, che storicamente non ci sono state perché per le grandi aziende è più facile aggrapparsi alla solita logica di privatizzare gli utili e nazionalizzare le perdite piuttosto che mettere in discussione la propria gestione).
Se poi il mercato dell'auto strutturalmente non ce la fa ad assorbire la capacità produttiva, il governo dovrebbe valutare le possibilità di investire in altri settori (come ad esempio quello dell'high-tech, che in Italia è colpevolmente trascurato). Ad ogni modo, continuare ad erogare incentivi a favore del settore automobilistico non serve a niente.
Stiamo quindi dicendo la stessa cosa, o sbaglio?

Circa il problema che sollevi tu in merito al funzionamento della CIGS ed all'inefficienza dell'INPS, mi pare che si debba scindere il discorso di principio con il discorso dell'attuazione pratica: il legislatore prevede l'esistenza di uno strumento e pone le linee guida per il suo funzionamento, l'ente (pubblico, in questo caso) che lo gestisce deve garantire l'efficienza della sua gestione pratica. Dare la colpa al Governo per tutte le inefficienze delle varie amministrazioni pubbliche mi sembra semplicistico, anche se indubbiamente una parte di responsabilità ce l'ha. In ogni caso, mi sembra che questo c'entri poco con la situazione di cui si stava parlando sopra.

P.S. Il fatto che gli ecoincentivi servano a ridurre l'inquinamento è solo una mezza verità, lo sai vero? Si tratta principalmente di sostegno all'economia, prova ne è il fatto che gli incentivi spuntano fuori quando l'economia è in recessione e scompaiono quando torna a tirare. Che poi questo favorisca il convergere degli sforzi verso lo sviluppo di auto più attente all'ambiente è vero, ma si tratta di un fine "secondario" di medio-lungo periodo rispetto a quello primario che è appunto il sostegno all'economia nell'immediato (si cerca, per così dire, di prendere due piccioni con una fava).


Edited by Alpha 15/2/2010 1:59 PM
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Alpha - 15/2/2010 1:34 PM
Circa la necessità di ristrutturare le attività produttive io sono d'accordo, non sono d'accordo quando si dice che il governo sbaglia a chiedere garanzie per l'occupazione in cambio dell'erogazione degli incentivi alla vendita di auto nuove. E' il suo compito farlo, perché se anche questo va contro le regole del libero mercato (come sempre accade quando lo Stato interviene nell'economia), nell'immediato serve a ridurre l'impatto sociale delle congiunture negative (questo si dovrebbe poi accompagnare a politiche di ristrutturazione "soft" di medio-lungo periodo, che storicamente non ci sono state perché per le grandi aziende è più facile aggrapparsi alla solita logica di privatizzare gli utili e nazionalizzare le perdite piuttosto che mettere in discussione la propria gestione).
Se poi il mercato dell'auto strutturalmente non ce la fa ad assorbire la capacità produttiva, il governo dovrebbe valutare le possibilità di investire in altri settori (come ad esempio quello dell'high-tech, che in Italia è colpevolmente trascurato). Ad ogni modo, continuare ad erogare incentivi a favore del settore automobilistico non serve a niente.
Stiamo quindi dicendo la stessa cosa, o sbaglio?


Stiamo dicendo la stessa cosa però ci sono dei punti sui quali forse io cerco di essere più essenziale.
Partendo dal presupposto che l'economia pubblica non naviga nell'oro e che gli incentivi in cambio di occupazione sono in atto da anni ed anni, la domanda è: quanti fondi sono stati stanziati e spesi con profitto per riconvertire attività produttive non più sostenute dal mercato?
Nella fattispecie, quanti soldi sono stati spesi per gli incentivi all'auto negli ultimi 10 anni e quanto questi avrebbero potuto riconvertire il polo industriale di Termini Imerese?
Di chi è quindi la colpa di tale politica fallimentare?

Alpha - 15/2/2010 1:34 PM
Circa il problema che sollevi tu in merito al funzionamento della CIGS ed all'inefficienza dell'INPS, mi pare che si debba scindere il discorso di principio con il discorso dell'attuazione pratica: il legislatore prevede l'esistenza di uno strumento e pone le linee guida per il suo funzionamento, l'ente (pubblico, in questo caso) che lo gestisce deve garantire l'efficienza della sua gestione pratica. Dare la colpa al Governo per tutte le inefficienze delle varie amministrazioni pubbliche mi sembra semplicistico, anche se indubbiamente una parte di responsabilità ce l'ha. In ogni caso, mi sembra che questo c'entri poco con la situazione di cui si stava parlando sopra.


Chi nomina la dirigenza dell'INPS?Non sono forse gli stessi che intervistati dai media si vantano dei meriti di non aver lasciato alla fame chi resta senza lavoro?Visto che la realtà è quella che ti ho descritto, chi sono i colpevoli di legiferare disinteressandosi puntualmente dell'effettiva efficacia di dette leggi?


Alpha - 15/2/2010 1:34 PM
P.S. Il fatto che gli ecoincentivi servano a ridurre l'inquinamento è solo una mezza verità, lo sai vero? Si tratta principalmente di sostegno all'economia, prova ne è il fatto che gli incentivi spuntano fuori quando l'economia è in recessione e scompaiono quando torna a tirare. Che poi questo favorisca il convergere degli sforzi verso lo sviluppo di auto più attente all'ambiente è vero, ma si tratta di un fine "secondario" di medio-lungo periodo rispetto a quello primario che è appunto il sostegno all'economia nell'immediato (si cerca, per così dire, di prendere due piccioni con una fava).


Lo so bene, è un modo per utilizzare fondi pubblici come non si potrebbe in cambio di......voti.
Sono decenni che si va avanti così ed il cancro che affligge il tessuto industriale italiano oggi deriva in parte proprio da questo tipo di politica.

Comunque stiamo confrontando opinioni molti simili che differiscono per alcune sfumature, nella realtà Termini Imerese è uno degli stabilimenti di troppo nell'universo FGA globalizzata, e lo è soprattutto perchè in questo paese produrre costa un'enormità.
Ci rendiamo conto che abbiamo un ministri per lo sviluppo delle attività produttive che è convinto di riuscire a portare gli indiani a produrre in Sicilia quando il mondo va a produrre in India?Certo....se gli copre tutte le spese con in nostri soldi.....così è capace anche il primo scemo che fermi per la strada.
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ciao

vi posto un articolo che ho appena letto sul Sole24h. eccolo

viste le diversissime opinioni lascio a voi i commenti. A
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Argonath - 15/2/2010 9:33 PM
ciao

vi posto un articolo che ho appena letto sul Sole24h. eccolo

viste le diversissime opinioni lascio a voi i commenti. A

Non dice niente di nuovo, la situazione resta nebulosa soprattutto su AR, ho notato una frase sulle Abarth che "in America suscitano un forte appeal".

KOKAL
Inserito 15/2/2010 11:28 PM (#259645 - in reply to #259634)


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urbi - 15/2/2010 9:45 PM


Non dice niente di nuovo, la situazione resta nebulosa soprattutto su AR, ho notato una frase sulle Abarth che "in America suscitano un forte appeal". 



Oramai c'è poco da discutere, bisogna aspettare questo benedetto piano industriale di metà Aprile per capire i futuri modelli e sviluppi di mercato dei marchi FGA.
Per Alfa Romeo forse non si avrà chiarezza neppure allora, se è vero che Marchionne vuol prima vedere come andranno le vendite della Giulietta....
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Al telegiornale svizzero hanno detto che da domani e per due settimane, la FIAT ferma la produzione in tutti gli stabilimenti italiani, questo a causa della crisi del mercato che a gennaio ha subito un crollo.

Situazione preoccupante per il lavoratori FIAT e per l'indotto.

Hanno anche detto che la FIAT, con l'acquisizione americana e' diventata un'azienda globale e indipendente e che non vuole aiuti di stato per non essere vincolata ad un luogo ma per poter produrre dove e' meglio.

Ecco il link al servizio

Con tristezza devo dire che e' una situazione comune a molte aziende, tra cui quella per cui lavoro. L'Italia e' considerata un paese dove e' difficile  investire e produrre, il mercato del lavoro non e' flessibile, molte infrastrutture sono vetuste e non rinnovate, non c'e la certezza del diritto, la legislazione e' farraginosa. 

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emilius - 22/2/2010 12:26 AM

Al telegiornale svizzero hanno detto che da domani e per due settimane, la FIAT ferma la produzione in tutti gli stabilimenti italiani, questo a causa della crisi del mercato che a gennaio ha subito un crollo.

Situazione preoccupante per il lavoratori FIAT e per l'indotto.

Hanno anche detto che la FIAT, con l'acquisizione americana e' diventata un'azienda globale e indipendente e che non vuole aiuti di stato per non essere vincolata ad un luogo ma per poter produrre dove e' meglio.

Ecco il link al servizio

Con tristezza devo dire che e' una situazione comune a molte aziende, tra cui quella per cui lavoro. L'Italia e' considerata un paese dove e' difficile  investire e produrre, il mercato del lavoro non e' flessibile, molte infrastrutture sono vetuste e non rinnovate, non c'e la certezza del diritto, la legislazione e' farraginosa. 

Be' direi che il mercato del lavoro e' flessibile su un aspetto... la cassa integrazione. E in Fiat la usano tantissimo. Oltretutto cosi' la meta' del costo di tenere a casa gli operai e' per il governo... e cosi' la Fiat risponde alla decisione del governo di non continuare con gli incentivi. In pratica : "ah si' ? fate pure... e intanto pagate gli stipendi degli operai che se ne stanno a casa".

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Inserito 22/2/2010 2:49 PM (#260835 - in reply to #260825)


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marco1975 - 22/2/2010 1:53 PM
Be' direi che il mercato del lavoro e' flessibile su un aspetto... la cassa integrazione. E in Fiat la usano tantissimo. Oltretutto cosi' la meta' del costo di tenere a casa gli operai e' per il governo... 


Non è proprio così....gli ammortizzatori sociali sono un fondo che le aziende pagano come contributo nel normale rapporto con il dipendente.

In sostanza accantonano una quota per gli ammortizzatori sociali esattamente come fanno per il tfr.

Va da se che la cosa si basa sul principio della mutualità.


Comunque il significato delle 2 settimane di cassa per i 30mila operai FGA è si quello che hai ipotizzato tu ma anche una politica aziendale che risponde ad un netto calo della domanda (per la serie: cosa le produco a fare se poi non riesco a venderle?)

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