Random quote: E' indubbiamente spaziosa con grande abitabilità, sopratutto puoi mettere la suocera in fondo in fondo pensando di averla messa nel portabagagli (alfa159sw150cv parlando della VW Touran)
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Topic: Accordo Fiat-Chrysler - [Discussione ufficiale]

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Chiavari (GE)
TwinSpark - 11/4/2009 10:35 AM

 Seghe mentali?



A parte la faccenda brevetti, credo che il gioco non valga la candela.
Se mettessero le mani sull'intera Chrysler pagherebbero la tecnologia Fiat almeno 3 volte tanto visto che la casa di Detroit non è per nulla risanata e deve allo stato americano un bel gruzzolone di dollari.
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alfista
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emi159 - 9/4/2009 2:59 PM
Stento a pensare però che ne Fiat ne Crysler ci avessero pensato prima.

Scondo me Obama non invia una mail fa parcheggiare due portaerei cariche di missili nucleare vicino alla costa Tedesca.


non mi preoccupo molto di questo, penso come te che la fiat e Chrysler ci abbiano gia pensato, credo pero che la mercdes dopo perso un botto di soldi x colpa delle makine vendute in meno cerki di far cassa con cio che li e rimasto


Edited by alfista 13/4/2009 9:20 PM
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Chiavari (GE)

Chrysler: Sergio Marchionne sarà il prossimo amministratore delegato?

Sergio Marchionne


Gli americani usano un detto con cui definire un’operazione dalla sicura riuscita: money in the bank. Bene, secondo quanto riportano i principali organi d’informazione statunitensi, Sergio Marchionne potrebbe effettivamente rivelarsi “mister money in the bank”: il manager italo-canadese andrebbe infatti a ricoprire il ruolo di amministratore delegato di Chrysler.

Nel caso l’alleanza andasse in porto, ovvio. Occupando un ruolo simile a Carlos Ghosn(CEO di Renault e Nissan). La casa americana, nel frattempo, si è trincerata dietro uno scarno comunicato: “non è in programma alcun cambiamento nell’attuale managemet” recita la nota.

Questo nonostante sia in programma – secondo quanto riferiscono alcune fonti – l’elezione di un nuovo board, composto da sette elementi, in cui saranno compresi anche rappresentati del Lingotto. L’ipotesi più probabile dovrebbe prevedere una presidenza statunitense ed un amministratore delegato italiano.

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quand'è che scadono i famosi 30 giorni ? siamo agli sgoccioli eh...
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sgatto - 14/4/2009 1:41 PM
quand'è che scadono i famosi 30 giorni ? siamo agli sgoccioli eh...

29-30 aprile

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alfista
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KOKAL - 14/4/2009 8:27 AM

L’ipotesi più probabile dovrebbe prevedere una presidenza statunitense ed un amministratore delegato italiano.


secondo me, fino a quando la Fiat non sarà azionista al 45% poi sarà molto provabile che il Presidente diventerà un uomo di fiducia di Sergio.
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Accordo Fiat-Chrysler: nulla di fatto se i sindacati USA non accettano il piano di riduzione dei costi

accordo fiat chrysler“Siamo assolutamente pronti ad andarcene. Non ho alcun dubbio ariguardo”, ha dichiarato lapidario Sergio Marchionne. “Non possiamoimpegnarci nei confronti di questo gruppo se non si vede la luce allafine del tunnel”: Fiat abbandonerà Chrysler al suo destino se entro lafine del mese i sindacati canadesi e statunitensi della casa nondaranno il loro consenso a significative riduzioni del costo del lavoro.

Marchionne ha poi spiegato che c’è solo il 50% di possibilità di raggiungere un accordo con Chrysler,proprio a causa della mancanza di progressi nelle trattative coisindacati, soprattutto quelli canadesi. Escludendo che Fiat possa maiiniettare fondi in Chrysler, Marchionne ha però affermato che ilLingotto è pronto a fare tutto il necessario per rilanciare la casastatunitense, inclusa la possibilità che lui stesso assuma la carica di CEO, come scrivevamo ieri.

“Fondamentalmente è possibile, ma la carica non è importante. Ciòche è importante è che mi ascoltino”. A conclusione dell’intervista,rilasciata alla stampa canadese, Marchionne ha infine confermato che la 500 verrà introdotta in Nord America già nel corso del 2010.

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La Fonte e molto credibile anche se mi sembra alquanto strano vi riporto questa notizia..

Qui dice che Fiat stia cercando di riavere in dietro un credito di circa 5,2 miliardi di dollari entro questo mese dalla ditta CNH Global (Case Corp. + New Holland = CNH Global) la cui appartiene al 90% a Fiat (ed e la seconda costruttrice di mezzi da lavoro al mondo) x poi poter invesire almeno una parte della somma nell'alleanza con chrysler.


Edited by alfista 15/4/2009 7:46 PM
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Chiavari (GE)

Non c'è una sola ragione per cui Fiat non possa chiudere entro il 30 aprile»

Marchionne disponibile a fare l'ad di Chrysler pur di risanare l'azienda

Il n.1 di Fiat: «Sono disponibile a fare tutto quello che è necessario per risanare l'azienda Usa»


ZURIGO (SVIZZERA) - «Sonodisponibile a fare tutto quello che è necessario per risanarel'azienda». Lo ha detto Sergio Marchionne, amministratore delegato diFiat, a margine dell'assemblea Ubs a chi gli chiedeva se eradisponibile ad assumere l'incarico di amministratore delegato diChrysler nel caso in cui venisse finalizzato l'accordo con Fiat. «Ititoli - ha detto Marchionne - a me importano fino a un certo punto, lacosa importante è fare quello che è necessario per risanare l'azienda».

ACCORDO ENTRO IL 30 APRILE -Fiat inoltre ha spiegato Marchionne, non chiederà una proroga allascadenza del 30 aprile prossimo fissata dal Tesoro americano per lachiusura dell'accordo con Chrysler. «Non c'è una sola ragione per cuiFiat non possa chiudere entro il 30 aprile» ha detto l'amministratoredelegato di Fiat, Sergio Marchionne, a margine dell'assemblea di Ubs.Chiederete una proroga? «No» ha risposto secco Marchionne.


SINDACATI - In precedenza Marchionne aveva dichiarato in un'intervista al quotidiano canadese Globe and Mailche l'azienda italiana era pronta a rinunciare alla partnership conChrysler se i sindacati americani e canadesi non avessero accettato unasostanziale riduzione del costo del lavoro entro la fine del mese diaprile.


RISCHIO BANCAROTTA - Secondogli ultimi accordi annunciati a gennaio, Fiat dovrebbe acquisire il 20% delle azioni Chrysler offrendo in cambio la tecnologia per produrremacchine più piccole e l'accesso ai mercati esteri. Le due compagniesono sotto pressione per concludere un accordo sui termini dellapartnership con i sindacati e gli azionisti, prima della data limitedel 30 aprile fissata dal governo americano. L'amministrazione Obama haavvertito Chrysler che, se l'accordo con Fiat non andrà in porto, dovràdichiarare bancarotta. L'azienda di Detroit ha ricevuto finora 4milioni di dollari di aiuti dal governo e, se verrà raggiunto unaccordo, riceverà almeno altri 6 milioni. Per Fiat un'unione conChrysler significherebbe accesso al mercato americano, necessario persuperare la profonda crisi del settore auto.


SCONTRO CON I SINDACATI - Fiatperò, è pronta a rinunciare all'accordo e a cercare un'altro partnerinternazionale se i sindacati non accettano di abbassare il costo dellamano d'opera al livello delle aziende tedesche e giapponesi impiantatenegli Stati Uniti e in Canada. «Siamo assolutamente pronti arinunciare. Non ho nessun dubbio» ha dichiarato Marchionne durantel'intervista «non possiamo prendere impegni in questa società se nonvediamo una luce infondo al tunnel». A causa degli scarsi progressi sulfronte delle trattative sindacali -in particolare in Canada- lapartnership allo stato attuale il 50 % di possibilità di esserefinalizzata, ha aggiunto l'amministatore delegato della Fiat. SecondoMarchionne «non c'è nessuna ricchezza da distribuire» e considerato lostato di crisi dell'industria automobilistica «nessun altroinvestirebbe un dollaro, questa è la peggiore condanna per lasopravvivenza della compagnia» ha affermato « non siamo contro leunioni sindacali, nessuno vuole rimuoverle dal tavolo della trattativa,ma succederà se una procedura di bancarotta continua» ha precisato.Marchionne ha assicurato che Fiat farà il possibile per risollevareChrysler anche offrirsi lui stesso come amministratore delegato « èpossibile che debba dividere il mio tempo tra la gestione di Fiat e diChrysler, ma il titolo non è importante, l'importante è che miascoltino». Ha anche affermato che alcune fabbriche Chrysler potrebberochiudere se un accordo verrà raggiunto, ma non ha voluto esprimersisulle possibilità di una bancarotta, tranne affermare che nonescluderebbe alcune forme di liquidazione della compagnia.


Fonte: corriere.it




20%? non doveva essere il 35?




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...è molto dura...ci pensate se al posto dei sindacati americani e canadesi fossero coinvolti i nostri?......al 30 aprile del 2020 ne saremmo ancora qui a discutere......

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papo - 16/4/2009 12:18 AM
...è molto dura...ci pensate se al posto dei sindacati americani e canadesi fossero coinvolti i nostri?......al 30 aprile del 2020 ne saremmo ancora qui a discutere......



MAcchè..... Epifani è una persona estremamente giudiziosa, disponibile e soprattutto ..... Conciliante!!!
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KOKAL - 16/4/2009 12:03 AM
20%? non doveva essere il 35?


Gia siamo scesi dal 35% +10% di un bel niente a 20% di ancora meno...
mi comincio a preoccupare un po..
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alfista - 16/4/2009 10:37 AM
Gia siamo scesi dal 35% +10% di un bel niente a 20% di ancora meno...
mi comincio a preoccupare un po..

I termini erano: 35% più opzione per ulteriore 20%.

Secondo me c'è un errore del giornalista del corriere.it, comunque il 30 Aprile si avvicina e se chiuderanno presto sapremo i termini precisi e definitivi dell'accordo.

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Inserito 16/4/2009 12:15 PM (#203801 - in reply to #203762)


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io ricordo 35+10 che farebbero 45% non mi ricordo che si parlasse di diventare padroni della chrysler diventandone maggiore azionista al 55%
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Confermo, 35+20. Al termine dell'operazione Fiat avrebbe il controllo della chrysler (55%)
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Parma

Accordo Fiat-Chrysler: Torino e i sindacati americani potrebbero diventare i due grandi azionisti di Auburn Hills

pubblicato: giovedì 16 aprile 2009 da Fabio Sciarra in: Anticipazioni Fiat Chrysler

accordo fiat chrysler Qualora la Presidential Task Force on Autos dovesse dare il sì al risanamento di Chrysler il prossimo 30 aprile, pare sempre più probabile che la proprietà dell’azienda verrà divisa tra Fiat Automobiles ed il sindacato americano UAW.

Nel frattempo, il Tesoro americano continua a negoziare con i creditori di Chrysler per la conversione del debito in quote azionarie. Inizialmente il comitato di rappresentanza degli istituti creditizi coinvolti nel finanziamento delle attività di Auburn Hills, ha rifiutato la proposta del tesoro di accettare un miliardo di dollari in cambio del debito, ed entro qualche giorno il medesimo organo collegiale formulerà una controproposta di valore certamente superiore.

Ma torniamo sulla spartizione della torta. Secondo fonti interne ai negoziati che hanno rivelato alcuni dettagli ad Automotive News, l’UAW potrebbe entrare in possesso di una quota superiore al 20% della casa americana. Qualora l’ipotesi dovesse prendere corpo, si tratterebbe di uno share superiore a quello -iniziale- di Fiat. La condizione sine qua non è che l’UAW accetti la conversione del debito di Chrysler nei suoi confronti (la cifra corrisponde a 10,6 miliardi di dollari) in azioni. E Fiat?

Dunque. Lo schema sarà a grandi linee il seguente: Fiat entrerebbe in possesso del 20% di Chrysler al principio, per poi assumere il controllo di successivi slot ognuno del 5% sino a raggiungere il 35% della quota azionaria. In quel momento, prenderebbe il via la reciproca trasfusione di tecnologia tra i due gruppi che tante prospettive aprirebbe ad ambo i contraenti.

Una terza, significativa fetta di Chrysler rimarrebbe in mano alla Task Force, in via provvisoria e cautelare: parte di questa quota sarà anche il 15% che Fiat acquisirà nella maniera suddetta. Qualora la manovra dovesse andare in porto, avremmo un consiglio d’amministrazione composto da sette membri costituito da rappresentanze di Fiat, UAW e della Task Force.

E Marchionne, che ruolo giocherà? L’ipotesi che diventi CEO di Auburn Hills è tutt’altro che peregrina, anzi sembra assumere spessore. Ma la carica di amministratore delegato sarà molto probabilmente separata da quella di presidente (mentre Bob Nardelli le ricopre entrambe, ndr), che dovrebbe essere riservata ad un americano.

Al solito, vi aggiorneremo tempestivamente sulle prossime evoluzioni della vicenda.

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Noicàttaro (Ba) - Moncalieri (To)

FIAT: "ACCORDO CON SINDACATI VICINO, CHRYSLER OTTIMISTA"

 NEW YORK  - L'accordo fra Chrysler e il sindacato United Auto Worker è vicino: le trattative fra le due parti si sarebbero accelerate negli ultimi giorni in vista dell'approssimarsi della scadenza del 30 aprile. Lo riporta il New York Times. L'accordo con il sindacato prevedrebbe l'entrata dei lavoratori nel capitale della più piccola delle case automobilistiche americane in cambio degli oltre 10,6 miliardi che Chrysler deve per costi sanitari. "La sola cosa che posso dire al momento è che siamo ottimisti", spiega al quotidiano il responsabile finanza di Chrysler, Ronald Kolka, secondo il quale non sono state ancora definite le quote che faranno capo a governo, la Fiat, il sindacato e i creditori. "Chi prenderà le quote e quali saranno le percentuali sono ancora incerte", prosegue Kolka.

AD CHRYSLER: FIAT E GOVERNO USA SCEGLIERANNO NUOVO CDA
Il governo americano e la Fiat nomineranno un nuovo cda della Chrysler, se l'accordo andrà in porto, assicurando la maggioranza dei posti a consiglieri indipendenti che non appartengono a nessuna delle due case automobilistiche. Lo scrive l'ad di Chrysler Bob Nardelli in una nota ai dipendenti di cui la Reuters è in possesso. Il cda, continua Nardelli, avrà poi la responsabilità di nominare un presidente e, "in accordo con Fiat, selezionerà l'amministratore delegato".

"La Fiat - continua Nardelli nella lettera ai dipendenti - crede fortemente nei vantaggi reciproci per le due società, per i clienti, per gli impiegati e per altri componenti, derivanti dall'alleanza". L'ad di Chrysler ricorda poi che il via libera all'accordo di tutte le parti in causa è "una condizione per l'alleanza", aggiungendo in particolare che "le concessioni aggiuntive che stiamo cercando dall'Uaw (il sindacato United Auo Workers) sono essenziali per ricevere un sostegno costante dall'amministrazione, completare l'alleanza con Fiat e raggiungere l'autosufficienza".

MONTEZEMOLO, SE CHRYSLER NON VA PRONTO PIANO B. NON C'E' UNA OPZIONE OPEL
L'operazione Fiat-Chrysler ha il 50% di possibilità di andare in porto. Ma, anche nel caso peggiore, il gruppo di Torino ha già pronto un piano B. Lo ha scandito chiaramente il presidente, Luca Cordero di Montezemolo, che, senza fornire ulteriori particolari, ha comunque lanciato apertamente il messaggio che se la trattativa negli Stati Uniti si dovesse arenare senza sfociare in un accordo, Fiat non resterà con le mani in mano. L'operazione è "un fatto importante per Fiat e molto importante per i prodotti italiani e l'industria italiana nel più grande mercato del mondo. - ha sottolineato Montezemolo - Vediamo se si può realizzare, altrimenti c'é un piano B ben presente davanti a noi". Quanto a una opzione Opel, Montezemolo ha chiarito che questa ipotesi non c'è.

Fiat può del resto farsi forte anche dei buoni risultati ottenuti in Europa a marzo, mese in cui, grazie agli incentivi e ai "modelli d'avanguardia", ha osservato ancora il presidente, il gruppo ha visto la propria quota di mercato salire al 9,2%, con un aumento delle immatricolazioni di quasi il 15%. Intanto dagli Usa arrivano nuove indiscrezioni: secondo Automotive News, se Chrysler riuscirà a ottenere dai creditori e dai sindacati le concessioni richieste dall'amministrazione Obama, a Fiat e al sindacato United Auto Worker (Uaw) potrebbero andare le quote maggiori della casa automobilistica, mentre le quote degli attuali azionisti, cioé Cerberus e Daimler, sarebbe azzerate nell'ambito della ristrutturazione finanziaria. In una Chrysler salvata il Uaw "potrebbe ricevere una quota significativa, forse addirittura maggiore dell'iniziale 20%", mentre la quota di Fiat sarebbe inizialmente del 20%: al Lingotto sarebbe poi consentito di salire a blocchi di 5 punti percentuali al 35% via via che la casa automobilistica torinese raggiunga gli obiettivi fissati nel fornire tecnologia a Chrysler. Una terza importante quota di Chrylser andrebbe a un fondo controllato dalla task force designata da Obama per supervisionare le ristrutturazioni di Detroit: in questa quota rientrerebbe anche il 15% che Fiat potrebbe acquisire per raggiungere il tetto del 35%.

In attesa di vedere la '500' sulle strade americane, obiettivo cui, ha osservato l'amministratore delegato del Brand Fiat Automobiles, Lorenzo Sistino, si sta lavorando, l'ostacolo più grande sulla strada dell'accordo con il costruttore americano resta quello dei sindacati negli Stati Uniti e in Canada, evidenziato ieri dall'amministratore delegato di Torino, Sergio Marchionne. Alle sue parole si sono aggiunte oggi quelle del ministro dell'Industria canadese, Tony Clement, che, ricalcando le richieste dell'ad, ha invitato i lavoratori del settore automotive a rendersi conto della "gravità della situazione" e ad accettare un significativo ridimensionamento dei loro salari. I tempi del resto stringono e l'accordo dovrà necessariamente chiudersi entro le prossime due settimane. I sindacati richiedono però attenzione anche in Italia, soprattutto per gli stabilimenti di cui, lamentano, non si conosce il futuro. "Se si pensa alla creazione di una grande Fiat internazionale contrapposta a una piccola Fiat italiana ci si sbaglia di grosso e noi ci opporremo in tutti i modi possibili all'eventuale chiusura di stabilimenti", sottolinea il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini.

Tutte le sigle dei metalmeccanici (Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, Fismic) organizzeranno quindi nella giornata di domani presidi in oltre 20 province, per chiedere di "prolungare la cassa integrazione ordinaria da 52 a 104 settimane, elevare la copertura all'80% del salario ed estenderla alle migliaia di giovani precari, cacciati dalle fabbriche". La Fim-Cisl ha intanto annunciato che la prossima settimana sarà a Detroit per incontrare i vertici della Uaw (United Automobile Workers) e per visitare la Chrysler.

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Fiat-Chrysler-GM

POSSIBILE ANCHE UNA TRIPLICE ALLEANZA

SergioMarchionne, l'amministratore delegato del Gruppo Fiat, stamane ènuovamente partito per l'America. Si tratta del suo terzo viaggio negliStates in meno di un mese e potrebbe risultare quello decisivo perfinalizzare l'alleanza con Chrysler. La scadenza entro cuil'Amministrazione Obamaha imposto alla più piccola delle tre Case Usa di trovare la soluzionedefinitiva è come noto fissata per il 30 aprile, ma potrebbe essereanticipata di una settimana.

Giovedì al Lingotto è infatti in programma il consigliod'amministrazione Fiat che analizzerà i conti relativi al primotrimestre. Un trimestre duro e difficile, il peggiore dell'anno secondoquanto ha più volte anticipato lo stesso Marchionne. Ma i contitrimestrali potrebbero passare in secondo piano se la missione delmanager italo-canadese negli Usa porterà i frutti sperati. Tra iproblemi da risolvere c'è sempre quello che coinvolge i sindacati (UawAmerica e Caw in Canada), anche se le parti sembrano sempre più vicinea un accordo che concederebbe alle rappresentanze dei lavoratori unaquota di Chrysler di poco superiore al 20%. L'altra "grana" darisolvere riguarda le banche creditrici che continuano a non essered'accordo sulla ristrutturazione del debito Chrysler.

Ma anche in questo caso ci dovrebbe essere presto una svoltaconsiderando che gli istituti di credito non dovrebbero tirare troppola corda (portando Chrysler alla bancarotta) dopo essere statiaiutati dal Governo con fondi massicci. Nelle ultime ore, "AutomotiveNews" ha intanto rilanciatoun'ipotesi affascinante che al momento non ha trovato conferme,perlomeno a Torino. L'ipotesi, che rientrerebbe nel quadro dell'accordocon Chrysler e non in alternativa, prevederebbe un'intesa tra Fiat,Chrysler e le attività di GM in Europa (quindi Opel e Vauxhall) e inAmerica Latina.

Se così fosse, nascerebbe il secondo Gruppo automobilistico mondialedietro Toyota, visto che lo scorso anno le quattro divisioni hannoimmatricolato globalmente circa 7,05 milioni di veicoli. Dalla megaalleanza rimarrebbero esclusi i marchi Saab e Chevrolet Europe. Il neopresidente del Gruppo GM, Fritz Henderson, ha nel frattempo ribaditoche al momento sarebbero già sei le società interessate a unapartecipazione in Opel.

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Alpha
Inserito 21/4/2009 3:26 PM (#205087 - in reply to #179096)


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Intesa Fiat-Chrysler

PALLINO AI SINDACATI


Nonsarà facile per l'amministratore delegato del Gruppo Fiat, SergioMarchionne, tornare dal terzo viaggio negli StatiUniti con in tasca l'accordo con Chrysler (giovedì sarà al Lingotto peri conti trimestrali). A poche ore dalla ripresa dei colloqui per ilsalvataggio della più piccola delle big three a stelle e strisce, ilsindacato canadese Caw ha infatti anticipato che non accetterà lariduzione unilaterale degli stipendi e dei benefici dei lavoratoriChrysler. Duro, a questo proposito, il commento del presidente delsindacato, Ken Lewenza. "L'intenzione del Governo di tagliare i costisui lavoratori di oltre il 20% l'ora non è attuabile".

Come noto, la riduzione del costo del lavoro è uno degli elementichiave (se non quello più importante) che Marchionne "pretende" perfinalizzare l'intesa con Auburn Hills. Nessuna novità, al momento, sueventuali decisioni favorevoli da parte delle banche creditricirelative alla ristrutturazione del debitoChrysler. Il tutto mentre il "Wall Street Journal" attribuisce alpresidente Barack Obama la convinzione che avrebbe poco senso cercaredi salvare Chrysler a causa della sua debole linea di prodotti e dellascarsa penetrazione internazionale. Altre fonti però assicurano chel'Amministrazione Obama sia già decisa a mettere a disposizione diChrysler 500 milioni di dollari entro la scadenza del 30 aprile e diGeneral Motors 5 miliardi di dollari entro l'altra scadenza previstaper fine maggio.

In questo accavallarsi di ipotesi anche contradditorie, l'autorevole"Automotive News" è evidentemente ottimista sulle trattative, visto chenon solo prevede un raggiungimento dell'accordo, ma traccia anchequella che potrebbe essere la geografia produttiva del futuro Gruppoitalo-americano. Lo stabilimento canadese Chrysler di Windsor (vi siassemblano minivan) sarebbe riconvertito per costruire veicoli basatisu piattaforme di segmento B del Gruppo Fiat, fra cui l'Alfa Romeo MiToe una piccola Chrysler derivata dalla futura Grande Punto. Vetturebasate su piattaforme di segmento A (tra le quali la 500 e una piccolaJeep derivata dalla futura Panda Cross) uscirebbero invecedall'impianto messicano di Toluca. La fabbrica di Belvidere (Illinois),infine, sarebbe la culla delle auto di piattaforma C-Evo, come AlfaRomeo Milano e Giulia.

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Dannatio
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Tosta...molto Tosta.....

Oltretutto il fatto di riuscire a strappare condizioni cosi penalizzanti per il sindacato non è che sia di ottimo auspicio per un'atmosfera positiva all'interno delle fabbriche!

Chi si ricorda quel vecchio film: GUNG HO??
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Alpha
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Dannatio - 21/4/2009 3:31 PM
Chi si ricorda quel vecchio film: GUNG HO??


Io...
...
...
...no!

Mi sa che il giorno che lo hanno dato al cinema stavo ripetendo le tabelline o roba simile...
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KOKAL
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Chiavari (GE)

Dal Grand Voyager alla Grande Punto: ecco quali fabbriche Chrysler accoglieranno le Fiat

accordo fiat chrysler Una cosa è certa: qualora dovesse andare a buon fine il flirt tra Fiat e Chrysler,molte fabbriche nordamericane del gruppo di Auburn Hills andrebberoincontro ad una riconversione produttiva, al fine di accogliere lenuove linee di montaggio dei modelli Fiat e Alfa, che poi daranno vitaa tutta una inedita stirpe di medie e compatte commercializzate anchecon i brand Chrysler e Dodge.

Tra le fabbriche candidate ad ospitare l’eventuale produzione diqueste nuove auto ci sono quella di Windsor in Ontario (Canada), quelladi Toluca in Messico e quella di Belvidere in Illinois. La fabbricacanadese, in particolare, è quella che produce la Chrysler Grand Voyager e la sua fallimentare “figlia” tedesca, la Volkswagen Routan.

Secondo Automotive News qui si svolgerà la produzione delle Alfa Romeo MiTodestinate all’America e quella della compatta Chrysler di segmento B,che dovrebbe derivare, proprio come la sorellastra del Biscione, dalla Fiat Grande Punto.Il grande monovolume Chrysler cederebbe il passo dunque alle piccoleitaliane, spostandosi a Toledo, in Ohio. Ma ci sono altri sviluppi inquesta grande riorganizzazione.

La fabbrica messicana di Toluca infatti, che oggi produce la Dodge Journey, dovrebbe trasformarsi nella casa americana della Fiat 500e di un nuovo, piccolo SUV Jeep basato sulla Panda 4×4. Infine, lostabilimento di Belvidere in Illinois, che attualmente sforna Jeep Compass, Jeep Patriot e Dodge Caliber, dovrebbe diventare una sorta di centro nevralgico dell’intera produzione nordamericana delle due alleate.

Da qui infatti nasceranno la prossima Jeep Cherokee ed il SUV Alfa Romeo sviluppato sulla sua base, le prossime Chrysler Sebring e Dodge Avenger e soprattutto le Alfa Romeo Milano e Giuliadestinate ai mercati d’Oltreoceano. Si tratta di prospettiveaffascinanti, ma il costo economico per compiere questo enormespostamento produttivo sarà molto alto.

Si può stimare infatti che riconvertire ognuna delle tre fabbriche costerà almeno 500 milioni di dollari. Ma qualora i sindacati -soprattutto quelli canadesi- dovessero fare un passo in direzione delle richieste di Marchionne,spianando così la strada a questo matrimonio, il governo americanopotrebbe considerare un ulteriore incentivo finanziario in favore diChrysler, contribuendo in parte alla buona riuscita di questariorganizzazione.

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emi159
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Parma
Vuoi vedere che la tanto criticata nuova opel insigna magari sarà alla base della nuova 159...


Opel: Cerberus e Fiat pensano a quote azionarie ?

pubblicato: mercoledì 22 aprile 2009 da omar in: Anticipazioni Fiat Opel Mercato

Parigi 2008: Opel Insignia Sports Tourer e Opel Insignia ecoFLEX

Fiat e il fondo di investimento Cerberusstarebbero valutando la possibilità di acquisire una quota di Opel; èquanto sostiene un quotidiano tedesco, il “Rheinische Post”, che parladi fonti interne al governo di Berlino. Cerberus, che già tiene leredini della Chrysler, potrebbe prendersi fino al 25% della casatedesca.

Come già ipotizzato precedentemente,Fiat sarebbe interessata ad Opel qualora gli americani della GM laliberassero creando una nuova società europea. A permettere l’incontrotra i due costruttori europei sarebbe stato Roland Berger,l’imprenditore che, pur sedendo nel cda Fiat, fa consulenza alla GM conil compito di trovare un investitore per Opel.


Il Rheinische Post ha inoltre assicurato che le trattative per lacessione di Opel sono ben più avanzate di quanto finora annunciato eche nel giro di sei settimane la situazione dovrebbe esserecompletamente delineata.


Album: ~ secondo raduno "Terra dei motori" Bologna-Parma ~ Varano 1/2/2009 ~ desenzano 24/2/08 by emi159
marco1975
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Certo che se ci scappa la Chrysler a causa delle banche ingorde o dei sindacati non cooperativi, allora pigliamo almeno Opel, che ha gia' i nostri diesel e molti chassis in comune (esempio Corsa)... anche se vedo ben poca complementarieta' geografica o di prodotto.

Forza Alfa

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KOKAL
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Chiavari (GE)

«andiamo avanti a cercare alleanze»

Marchionne: «Nessun ostacolo
all'operazione tra Fiat e Chrysler»

L'ad: «Vantaggi reciproci. Opel? Non c'è niente di stabilito». Primo trimestre, perdita netta di 411 milioni


TORINO - «Confermo che Fiat continua la sua politica di cercare alleanze e confermo di non vedere ostacoli al raggiungimento di un'intesa con Chrysler. È la nostra priorità». Sergio Marchionne, rispondendo in conference call alle domande degli analisti, ha spiegato «i vantaggi reciproci» legati all'operazione: «Portiamo sufficiente tecnologia a Chrysler - ha affermato l'amministratore delegato - per avere in cambio una quota del costruttore». «Abbiamo parlato molto con il governo Usa e tutte le parti coinvolte in Chrysler», ha proseguito, escludendo che Fiat metta soldi in Chrysler. «Non ci siamo impegnati a darle cash, a concederle un sostegno finanziario», ha detto.

IL MASSIMO - Nella trattativa ancora in corso per l'accordo, che l'amministratore delegato di Fiat ha definito «una pietra miliare nel panorama di un settore che sta rapidamente cambiando», Marchionne ha poi assicurato che cercherà di «ottenere il massimo sia per Fiat che per Chrysler». L'accordo, che deve essere firmato entro la fine di aprile, prevede che la società torinese acquisisca un iniziale 20% che potrà essere aumentato fino al 35% se saranno raggiungi alcuni specifici obiettivi; inoltre è prevista una call option su un ulteriore 16% da esercitare entro 7 anni. Fiat non potrà avere il controllo di Chrysler fino a quando il prestito del Tesoro americano non sarà interamente rimborsato.

OPEL -Interpellato sulle indiscrezioni di stampa relative a un interesse di Fiat per Opel (gruppo General Motors), Marchionne ha spiegato di non dover annunciare nulla: «Non c'è niente di stabilito. Non abbiamo colloqui diretti con Opel». Marchionne ha ribadito che, considerando lo «squilibrio strutturale tra domanda e offerta a livello mondiale, è necessario un riallineamento» nel settore, che è «un processo di adeguamento molto doloroso. Fiat farà parte del consolidamento in atto. Siamo aperti a abbiamo dialoghi con tutti i costruttori» per raggiungere «un volume minimo di 6 milioni di unità».


«VICINA A OPEL» - La notizia di un interessamento a Opel era rimbalzata dalla Germania: a scriverlo è il settimanale tedesco Der Spiegel nella sua edizione online. Secondo il periodico, che attribuisce l'indiscrezione a fonti vicine ai negoziati, una lettera d'intenti per l'operazione verrà firmata martedì prossimo. Ma la trattativa dovrebbe essere condotta in alternativa alla partita Chrysler. Il presidente del consiglio di fabbrica della Opel, Klaus Franz, ha già detto al settimanale che si opporrà all'operazione con Fiat. Anche lo Spiegel, come il quotidiano tedesco Rheinische Post, scrive che allo stesso tempo sono in corso trattative con un consorzio al quale partecipa il produttore di componenti d'auto austriaco-canadese Magna. Questa soluzione sarebbe preferita dal management Opel e dal consiglio di fabbrica. Sono di diverso parere, invece, il management della casa madre General Motors e il ministero tedesco dell'Economia, che preferirebbero - scrive lo Spiegel - una «soluzione più rapida» con la Fiat. In particolare, Franz ha detto di temere «forti riduzioni dell'organico e chiusure degli stabilimenti in Germania».


LA TRIMESTRALE - Intanto, il gruppo Fiat ha chiuso in rosso il primo trimestre dell'anno. Nel primo periodo fiscale del 2009 la perdita netta è stata di 411 milioni di euro a fronte di un utile netto di 427 milioni di euro nel primo trimestre 2008. Per quanto riguarda la gestione ordinaria la perdita è stata pari a 48 milioni di euro a fronte di un utile di 766 milioni di euro nello stesso periodo del 2008. I ricavi del gruppo Fiat, pari a 11,3 miliardi di euro, sono scesi del 25,3% rispetto al primo trimestre 2008, con volumi in calo in tutti i business.


STIME CONFERMATE - Il gruppo Fiat ha comunque confermato le stime per il 2009 e si attende un utile della gestione ordinaria di almeno un miliardo di euro per l'anno. La società si attende infatti un miglioramento graduale della domanda nel resto dell'anno. I risultati sono stati approvati dal consiglio di amministrazione, riunito a Torino sotto la presidenza di Luca Cordero di Montezemolo. Secondo fonti d'agenzia, il consiglio avrebbe accolto con soddisfazione i risultati del primo trimestre «migliori» delle previsioni degli analisti e raggiunti con un «incisivo taglio dei costi», come riportano fonti d'agenzia. La Fiat prevede nel 2009 un calo della domanda globale dei propri prodotti del 20% circa rispetto all'anno scorso.


AUTO - Per quanto riguarda la Fiat Group Automobiles - ovvero la divisione auto - ha registrato una perdita della gestione ordinaria di 30 milioni di euro dovuta ai minori volumi, in particolare nei primi due mesi del trimestre, «parzialmente compensati - spiega una nota - da significative azioni di contenimento dei costi». I ricavi di Fiat Auto sono ammontati a 5,6 miliardi di euro (-18%), con un totale di 464.600 vetture e veicoli commerciali leggeri consegnati (-17,6% rispetto al primo trimestre 2008). Il trend della domanda è migliorato durante il trimestre, specialmente a marzo dopo l'introduzione, in diversi paesi dell'Europa Occidentale e in Brasile, di incentivi fiscali e alla rottamazione. Con i suoi prodotti dai consumi ridotti e a basso impatto ambientale, Fiat ha guadagnato quote di mercato in Germania (al 5,5% dal 3,3%), Francia (al 4,7% dal 4,0%) e in Italia (al 32,2% dal 31,1%). Fiat si conferma leader di mercato in Brasile.


INDEBITAMENTO - L'indebitamento netto industriale del gruppo Fiat è salito, nel primo trimestre, a 6,6 miliardi di euro dai 5,9 miliardi di euro di fine 2008, con un assorbimento di cassa più che dimezzato rispetto al primo trimestre 2008 (da 1,5 miliardi di euro a 0,6 miliardi di euro). La liquidità è aumentata a 5,1 miliardi di euro dai 3,9 miliardi di euro di fine 2008.




E intanto domani il buon Sergio partirà per il 4° viaggio alla volta degli USA.

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