Random quote: " L'ALFA ROMEO è un modo particolare di vivere, di sentire l'automobile. Ciò che è realmente l'ALFA, resiste a qualsiasi definizione. Si può paragonare a quei moti irrazionali dello spirito che talvolta ha l'animo umano, per i quali è impossibile trovare una spiegazione in termini logici. Siamo nel dominio delle sensazioni, delle passioni, delle cose che hanno molto più a che fare con il Cuore degli uomini che con il loro cervello." (Orazio Satta Puliga)
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Sezione Mondo Alfa Romeo :: Forum "Fiat Notizie"

Topic: Accordo Fiat-Chrysler - [Discussione ufficiale]

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KOKAL
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Chiavari (GE)

Fiat sale al 53.5% di Chrysler


Sergio Marchionne



Fiat ha raggiunto ufficialmente la maggioranza in Chrysler arrivando al 53,5% del gruppo statunitense: il Lingotto ha rilevato le ultime quote rimaste ai Governi di Stati Uniti e Canada, pagando complessivamente 625 milioni di dollari, pari ad un pacchetto azionario del 7,5%.

Nello specifico Fiat ha comprato la quota detenuta da Ottawa, pari all’1,5%, per 125 milioni di dollari, e quella di Washington, pari al 6%, per 500 milioni, come previsto dagli accordi precedentemente stipulati tra le parti ad inizio giugno. Entro fine 2011, con la realizzazione dell’ultimo “Performance Event”, il costruttore italiano potrebbe acquisire altre quote azionarie e spingersi al 58.5% del colosso americano di Detroit.

Questa tappa nell’integrazione delle due aziende sancisce la definitiva liquidazione delle amministrazioni nordamericane dalla “questione Chrylser”. Intanto Sergio Marchionne, ad Fiat Chrysler, starebbe preparando una ristrutturazione del management che potrebbe essere presentata nei prossimi giorni.



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Biella

Ciao giappo 74,

io cmq resto fiducioso per il futuro (intendendo dal 2013 in avanti...)...magari verrò smentito...ma credo nel progetto FIAT Chrysler per sviluppare vetture che possano competere alla pari con i più agguerriti concorrenti sia in Europa che negli USA...

Aspettiamo fiduciosi...

geppito
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POTENZA

«Se l'Italia non aiuta, Fiat guarderà altrove»

I primi conti italoamericani Affondo sulle relazioni industriali: servono garanzie per gestire bene gli stabilimenti

Marchionne: intesa solo su Pomigliano. Con Chrysler utile a 1,2 miliardi La squadra Entro la settimana la nuova squadra di top manager alla guida del gruppo

MILANO - Il punto non cambia: «Servono garanzie per gestire bene gli stabilimenti». E con lo stillicidio di cause Fiom, «minoranza rumorosa», Sergio Marchionne le vede sempre meno. Per cui sempre la stessa è anche la conclusione: «Se il sistema Italia non ci aiuta trarremo le conseguenze». Via. All'estero. Non solo con la sede. Il quartier generale è definitivamente il minore dei problemi: il rischio vero è per le fabbriche, la produzione, il lavoro. È il giorno della trimestrale Fiat. E non sono soltanto numeri. A chi ancora non avesse capito quanto sia radicalmente diverso il Lingotto di oggi anche solo rispetto a due anni fa, l'amministratore delegato si presenta con i due simboli, di quel cambiamento. Il primo è la sede scelta per il board: Belo Horizonte, Brasile, Paese che ha di nuovo salvato i conti dell'auto italiana dalle perdite di un'Europa più o meno in rosso per quasi tutti i costruttori. Il secondo ovviamente è Chrysler. Soprattutto Chrysler. Questo è il primo trimestre che consolida il gruppo Usa. Torino e Detroit non hanno bisogno di aspettare la fusione, sono da un pezzo «inestricabilmente legate», e se «credo che la gente sottovaluti ancora quello che abbiamo fatto» il primo bilancio-fotografia spazio a equivoci non ne lascia. Sì, in Fiat Spa vanno bene i veicoli commerciali, la Ferrari, la componentistica, appunto il Brasile: viene da queste fonti il grosso degli utili della gestione ordinaria, 375 milioni di euro su 525. Ma il resto, 150 milioni, sono il contributo di Detroit. E per un unico mese, visto che il consolidamento parte da giugno. Nell'intero trimestre Auburn Hills ha guadagnato 575 milioni di dollari, 396 milioni di euro. Poi certo: è una tantum la plusvalenza - legata alla valutazione del 30% Chrysler che Fiat aveva in portafoglio a zero perché zero è costata - grazie a cui l'utile netto vola a 1,237 miliardi. Non lo sarà, però, l'apporto futuro: «Contribuirà in misura preponderante agli utili di gruppo». Così come al fatturato. Ora, ai 13,2 miliardi di Fiat Spa l'auto Usa «partecipa» con i 3,3 miliardi di giugno. Quant' è la quota di Fiat Group Automobiles? Nell'intero trimestre: 7,6 miliardi. Okay, pesano la crisi del mercato in Italia e in Europa. Ma questo è ormai il profilo del Lingotto: multinazionale a più teste. Europa, Nord America, America Latina, Asia. La stessa «squadra unica», i 25 che Marchionne presenterà entro venerdì, sarà costruita su questa nuova taglia. Un circuito globale da cui l'Italia non può più pensarsi «fuori». Non può perché «non è la Fiat a decidere le condizioni di mercato». Ed è qui che arriva l'affondo. «È difficile agire se le relazioni industriali non sono stabili, la realtà non può funzionare in un contesto di instabilità produttiva». Pomigliano, la causa che ha riconosciuto la legittimità degli accordi ma ha definito «antisindacale» l'esclusione della Fiom dalle rappresentanze, per Marchionne di tutto questo è il simbolo più visibile. Non certo l'unico. Non a caso là, dove gli investimenti ormai sono partiti, «andiamo avanti comunque». Altrettanto non a caso tutto il resto è congelato. Il numero uno di Fiat-Chrysler non accetterà mai la «guerriglia», in Tribunale e in fabbrica, che i metalmeccanici Cgil promettono di continuare. E lo ripete, duro, anche da Belo Horizonte. Il Lingotto non ridiscuterà, né a Pomigliano né altrove, «accordi raggiunti con la maggioranza dei lavoratori». «Non accade da nessuna parte», aggiunge, e di sicuro non ha intenzione di concederlo qui: «L'impegno di Fabbrica Italia è senza condizioni. Ma abbiamo fatto più di quanto si possa razionalmente chiedere a un'azienda: non abbiamo intenzione di fare altri passi». Gli verrà chiesto comunque? Le «conseguenze» che «ne trarremmo» sono sul tavolo: «Pronti a valutare altre opzioni».



Edited by geppito 28/7/2011 11:55 AM
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Cremona
Vedo nubi all'orizzonte. Da una parte un sindacato sul piede di guerra che pur di averla vinta, a torto o a ragione, è pronto a far saltare il banco. Dall'altra un imprenditore giustamente preoccupato che chiede all'Italia di stravolgere il diritto per tutelarlo.
La sentenza che stabilisce antisindacale il comportamento di Fiat in realtà tutela tutti i lavoratori. Se passa il principio percui chi non firma non può sedere ai successivi tavoli di confronto con il tempo l'industria sceglierà i propri interlocutori, eliminando di volta in volta chi si oppone, arrivando alla fine a dettare legge.


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POTENZA
ANSA

Fiat: Marchionne guidera' gruppo e nord America

Marchionne: 'Acceleriamo nell'integrazione'

28 luglio, 22:11



TORINO - Nasce la squadra di comando di Fiat-Chrysler, con Sergio Marchionne alla guida del gruppo ma anche del mercato nordamericano. Gianni Coda, che era numero uno degli Acquisti e di Fiat Powertrain Auto, diventa responsabile dell'Auto in Europa, Africa e Medio Oriente, Cledorvino Belini seguirà l'America Latina e Michael Manley l'Asia. "Oggi è il momento giusto per accelerare nell'integrazione Fiat-Chrysler", commenta Marchionne, amministratore delegato delle due società, che parla di leader capaci di fare "un gruppo multinazionale efficiente in grado di competere nell'industria automobilistica mondiale". Nella nuova struttura composta da 22 top manager, si mischiano nomi Fiat e Chrysler. Accanto a Marchionne ci sono dodici uomini del Lingotto, nove di Detroit. Tra gli italiani spicca l'assenza di Andrea Formica, attuale amministratore delegato del marchio Fiat che viene affidato a Olivier Francois, mentre sarà un uomo di Detroit, Saab Chehab, a guidare il brand Lancia/Chrysler.

Lo stile resta a un italiano, Lorenzo Ramaciotti, le risorse umane vanno a una donna, Linda Knoll. Il più alto organismo decisionale, dopo il cda, sarà il Gec (Group Executive Council) analogo alla struttura esistente in Fiat prima dello scorporo delle attività di Fiat Industrial. Sarà coordinato da Alessandro Baldi e avrà la supervisione dell'andamento dei business, definirà gli obiettivi, le decisioni strategiche e gli investimenti del gruppo. Il Gec avrà quattro strutture principali. La prima sarà composta dai quattro gruppi operativi regionali che si occuperanno della produzione e vendita di automobili; di ricambi e assistenza (Mopar), affidata a Pietro Gorlier; di componenti per auto (principalmente Magneti Marelli), guidata da Eugenio Razelli e di sistemi di produzione e fonderie (Comau e Teksid) con Riccardo Tarantini responsabile. La seconda struttura rifletterà la focalizzazione del gruppo sui marchi.

Lorenzo Sistino continuerà a guidare i Veicoli Commerciali, Harald Wester l'Alfa Romeo, Michael Manley la Jeep, Reid Bigland la Dodge. La terza struttura sarà composta da manager che, "operando in modo traversale rispetto alle quattro regioni, guideranno con rigore e coerenza i processi industriali, ottimizzando le scelte della localizzazione dei capitali che il gruppo dovrà operare nei prossimi anni". I nomi sono Wester, che oltre a numero uno Alfa sarà anche Chief Technology Officer, Ramaciotti, Stefan Ketter (Manufacturing Technology & Coordination), Vilmar Fistarol (Vendite gruppo), Doug Betts (Qualità), Bob Lee (Powertrain Coordinator) e Mark Chernoby (Product Portfolio Management). La quarta struttura sarà composta dalle funzioni Corporate di supporto, affidate ad Alfredo Altavilla (Business Development), Baldi (Fiat Services & Holdings), Richard palmer (Chief Financial Officer) e Knoll.

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Taranto
- http://www.quattroruote.it/notizie/industria/sergio-marchionne-lascero-la-chrysler-entro-il-2016

Ma non può restare in Chrysler e lasciare la Fiat?
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cuoresportivo86
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Taranto
Qui però dicono anche Fiat...........


- http://www.autoblog.it/post/34242/fiat-sergio-marchionne-lascera-nel-2016
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geppito
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POTENZA
A quanto pare non sono solo i sindacati italiani a creare problemi a Marchionne:

Chrysler, salta accordo su contratto

Il leader dei sindacato non si e' presentato al tavolo

15 settembre, 12:29

NEW YORK - Il contratto dei lavoratori della Chrysler è scaduto, ma tra l'azienda guidata da Sergio Marchionne e il potente sindacato dei metalmeccanici statunitensi, l'Uaw, non è stato raggiunto nessun accordo.

L'intesa era prevista entro la mezzanotte (le sei in Italia), ma - secondo quanto si apprende da fonti vicine al negoziato - non si sarebbe presentato al tavolo il leader dell'Uaw, Bob King. Marchionne - sempre secondo le stesse fonti - avrebbe quindi inviato una dura lettera a King accusandolo di non aver mantenuto gli impegni e di non tenere nella giusta considerazione i 26 mila dipendenti della Chrysler. Marchionne, che la scorsa notte era volato da Francoforte a Detroit proprio per chiudere la trattativa, nella lettera si sarebbe comunque detto disponibile ad estendere il vecchio contratto di una settimana, per permettere così la chiusura di tutte le questioni ancora aperte, a partire da quella economica.

"Ci siamo incontrati l'ultimo weekend e messi d'accordo che oggi avremmo firmato", scrive Marchionne nella lettera a King, sottolineando come egli per mantenere l'impegno si sia precipitato a Detroit dal Motor show di Francoforte. "Per chiudere è necessaria la tua e la mia presenza, ma tu non ti sei presentato", è quindi il rimprovero del numero uno di Chrysler che - sempre secondo quanto si apprende da fonti vicine al negoziato - aggiunge: "Penso ai nostri 26.000 dipendenti Che domani lavoreranno senza un nuovo contratto e senza neanche un'intesa tra Chrysler e Uaw che preveda l'estensione del vecchio. Non c'e un accordo nemmeno sull'eventuale ricorso all'arbitrato".

"So che noi siamo la più piccola delle tre case automobilistiche a Detroit (Ford, Gm e Chrysler,ndr) - incalza Marchionne- ma non per questo siamo la meno rilevante. I nostri lavoratori non sono meno importanti". A rimanere aperta è soprattutto la parte economica, con i sindacati che contestano il sistema delle paghe dimezzate deciso nel 2009 per salvare Chrysler dal fallimento, con un accordo a tre tra Marchionne, Obama e King. In particolare l'Uaw chiede un aumento di 2 dollari delle paghe dei nuovi assunti, attualmente pagati 14 dollari all'ora contro i 28 dei più anziani. L'Uaw chiede anche che i lavoratori possano partecipare agli utili del gruppo.

BONANNI,SINDACATO HA SANATO, ORA CHIEDE CONTO - "Il mio amico Bob King ha dapprima preso atto della crisi profonda in cui si trovava la Chrysler e adottato una terapia d'urto per rimetterla in pista. Ora che la Chrysler fa affari giustamente chiede il conto". Lo ha detto a Magnano in Riviera (Udine) il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla rottura tra Fiat-Chrysler e sindacato americano United auto workers (Uaw). "King - ha proseguito Bonanni - ha dapprima sanato il corpo malato e poi ha chiesto il conto. Vedo molti in Italia che chiedono il conto prima di risanare il corpo. Questa è la piccola differenza che taluni devono vedere con molta profondità che invece manca. La possiamo ritrovare - ha concluso Bonanni - solo con una rinnovata responsabilità delle forze principali del Paese".

18 settembre, 23:05

Fiat: stretta Marchionne-Uaw su contratto Chrysler

Martedi' a.d. in Usa.A Mirafiori possibile anche vecchia Ypsilon

(ANSA) - TORINO, 18 SET - Sergio Marchionne si prepara alla stretta finale con il sindacato americano Uaw per il contratto di lavoro dei 26.000 dipendenti della Chrysler.

Il nuovo termine scade mercoledi' a mezzanotte (ore sei italiane) e martedi' l'amministratore delegato della Fiat tornera' a Detroit per cercare di chiudere la complessa partita.

Intanto per Mirafiori spunta l'ipotesi di affiancare, alla Mito e al nuovo modello da scegliere, la Ypsilon attualmente realizzata a Termini Imerese. (ANSA).


Accordo Chrysler-Uaw per allungare contratto

Intanto va avanti il negoziato per il nuovo accordo

22 settembre, 12:02

WASHINGTON - Chrysler e il Uaw hanno deciso di estendere nuovamente il contratto esistente di lavoro, che sarebbe dovuto scadere mercoledì alle 23.59 americane, mentre continuano a negoziare il nuovo accordo. Lo comunica il sindacato dei metalmeccanici americano in una nota.

Si tratta della seconda estensione decisa dopo quella delle scorsa settimana.


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marco1975
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parigi / ginevra / cuneo

Marchionne ha gia' smentito ogni ipotesi di continuazione della produzione della vecchia Ypsilon.

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Chiavari (GE)

Tra la Chrysler e il sindacato è rottura

Saltato il tavolo delle trattative sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici americani. Motivo del contendere, la paga dei neoassunti, che attualmente guadagnano circa la metà degli altri.


TRATTATIVA ARENATA - Tra la Chrysler e il sindacato dei metalmeccanici statunitensi Uaw il rapporto si fa spinoso. Secondo indiscrezioni raccolte dal quotidiano Wall Street Journal, dopo il colpo di scena della mancata firma la scorsa settimana, le trattative per il rinnovo del contratto di lavoro si sarebbero arenate. Lo scoglio maggiore è rappresentato dai salari dei neoassunti: quelli contrattualizzati dopo la bancarotta del 2009, infatti, guadagnano pressoché la metà degli altri. Una “medicina” che la Uaw ha dovuto ingoiare a suo tempo per salvare la casa di Auburn Hills, ma che ora non intende più accettare. Insomma, il leader del sindacato Bob King (nella foto in alto a destra di Marchionne) ha intenzione di limare (almeno un poco) le disuguaglianze tra i lavoratori, così com’è riuscito a fare con la General Motors, che ha infine accettato di alzare di un dollaro la paga oraria dei neoassunti (oltre che di erogare un bonus una tantum di 5.000 dollari).

FRONTE CALDO - A quanto pare, la Chrysler avrebbe acconsentito ad alzare la retribuzione dei neoassunti, ma a spese del sistema pensionistico; un meccanismo di compensazione che King ritiene inaccettabile. D’altro canto, l’amministratore delegato Sergio Marchionne è fermamente contrario a qualsiasi accordo che ricalchi quello concluso con la General Motors: “Loro possono permetterselo, noi no”. Nel senso che le possibilità economiche del colosso di Detroit sono decisamente superiori a quelle della più piccola e indebitata Chrsyler. La partita resta dunque aperta. E se fino alla scorsa settimana la strada sembrava in discesa, adesso molti analisti ritengono che sia il fronte di Auburn Hills quello più duro.



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Chiavari (GE)

Fiat si prepara ad assumere in Usa


Sul fronte americano, si parla di possibili nuovi posti di lavoro. Il sindacato Uaw sta infatti spingendo affinché Chrysler assuma dei lavoratori negli stabilimenti statunitensi. Per quanto riguarda la produzione della Jeep Compass, il management di Chrysler aveva in programma di decidere entro fine settembre se localizzarla negli Stati Uniti o a Mirafiori, ma la decisione è stata complicata la scorsa settimana dalle difficoltà nel raggiungere un'intesa con il sindacato.

Secondo la stampa ci sono peraltro buone ragioni per pensare che la casa decida di creare nuovi posti, in seguito alle diatribe tra Fiat e i sindacati in Italia e in seguito all'intenzione di molte case automobilistiche di spostare la produzione negli Usa a causa della debolezza del dollaro.

L'andamento delle trattative tra Chrysler e Uaw sta influenzando due piani prodotto, quello dell'Alfa Romeo Giulia e quello del Suv dello stesso brand del Biscione, inizialmente destinati a Mirafiori. La nuova berlina potrebbe essere prodotta in Nord America, ma la decisione definitiva è prevista per la fine di settembre.

Il gruppo statunitense e i rappresentanti sindacali stanno incontrando, a dispetto delle aspettative iniziali, diverse difficoltà, che hanno portato le parti a prolungare il periodo di negoziazione dopo la scadenza del contratto di lavoro quadriennale siglato al culmine della crisi del settore Usa.


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Chiavari (GE)

Jeep: svelato il piano prodotto 2010-2014


Piano industriale Jeep 2014


L’interazione con il gruppo Fiat consentirà al marchio Jeep di sviluppare una gamma veicoli più flessibile e incentrata maggiormente verso il basso, grazie all’introduzione di un nuovo veicolo di segmento B e ad un SUV/crossover di segmento C. Il documento pubblicato dal sito Carscoop definisce i contorni di un marchio ora più europeo, meno schiavo delle dimensioni, che dal 2014 potrà contare su una gamma completa e finalmente ben articolata. Delle nuove vetture illustrate nel documento l’unica ad essere già nota è la Gran Wagoneer, che l’amministratore delegato Fiat Sergio Marchionne confermò già nei mesi scorsi.



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ieri andando a salerno ho visto in autostrada su un camion delle lancia new delta (già mezze schifose di loro) marchiate chrysler...forse destinate ad imbarco ed esportazione. Non sapete la tristezza che mi è presa...LANCIA IS NOT CHRYSLER
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se non le avessero vendute sotto l'effige chrysler,probabilmente non le avrebbero vendute affatto...
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SportKnight - 11/10/2011 10:55 AM
se non le avessero vendute sotto l'effige chrysler,probabilmente non le avrebbero vendute affatto...

Sempre che le vendano...

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Comprex - 11/10/2011 10:13 AM
ieri andando a salerno ho visto in autostrada su un camion delle lancia new delta (già mezze schifose di loro) marchiate chrysler...forse destinate ad imbarco ed esportazione. Non sapete la tristezza che mi è presa...LANCIA IS NOT CHRYSLER


La pensano così anche all'estero, infatti non sono per niente contenti di trovarsi una Lancia venduta come Chrysler...
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be si,ovvio!
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Chiavari (GE)

Chrysler e UAW hanno raggiunto accordo preliminare


DETROIT, 12 ottobre  - Chrysler, controllata diFiat , e il sindacato statunitense United Auto Workers(UAW) hanno raggiunto un accordo preliminare per il nuovocontratto di lavoro quadriennale della casa automobilistica Usa.

Lo comunicano il sindacato e Chrysler in due note distinte.


Nella nota del sindacato, il presidente di UAW Bob Kingspiega che l'intesa prevede 4,5 miliardi di dollari diinvestimenti nella produzione di auto e 2.100 nuovi posti lavoroentro il 2015.


In un comunicato, Chrysler precisa che l'accordo deve essereratificato dai membri Uaw e che interessa circa 26.000lavoratori iscritti al sindacato.

Si tratta del primo contratto di lavoro per Chrysler dallabancarotta del 2009 e dal salvataggio statale.

L'intesa segue gli accordi già siglati da UAW con GeneralMotors e Ford .

Gli analisti non si aspettano che il sindacato ottenga perChrysler un contratto generoso come quello raggiunto con GM eFord, a causa della situazione finanziaria più debole della casaautomobilistica di Detroit.



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Trani (BA)
Gruppo Fiat-Chrysler: la parte americana renderà il doppio di quella italiana
È quanto emerge da un’indagine tra gli analisti finanziari promossa dall’agenzia Bloomberg, e da cui risultano previsioni decisamente più favorevoli per la Chrysler rispetto alla Fiat.

SI TRATTA DI PREVISIONI, MA… - Non stiamo parlando di dati definitivi di bilancio, ma di stime, che per quanto attendibili possono sempre essere smentite dai futuri eventi. Previsioni che emergono dagli analisti finanziari, interpellati dall’agenzia Bloomberg e riportati da Milano Finanza, e che danno un margine operativo lordo (al netto di interessi e tasse) atteso per il secondo semestre 2011 di 864 milioni di euro per la Chrysler, contro i 462 della Fiat (inclusi i marchi Ferrari e Maserati): quasi il doppio. La stessa indagine stima in 1,9 miliardi di euro l’utile operativo della Chrysler per il 2012, mentre quello della Fiat si fermerebbe poco oltre il miliardo.

MARCHIONNE CI AVEVA VISTO GIUSTO - Le previsioni sembrano quindi dare ragione al manager italo-canadese (nella foto sopra) che nel 2009 si era “portato a casa” la Chrysler, colpita dalla grave crisi internazionale. Dopo un anno di transizione, le prime soddisfazioni stanno arrivando, e in America le vendite del gruppo di Auburn Hills hanno fatto registrare in agosto e settembre un vero e proprio boom (leggi qui la news).

COMUNQUE AGGIUSTERANNO IL TIRO - Nonostante i risultati incoraggianti, Sergio Marchionne non ha risparmiato critiche alla strategia di vendita che la Chrysler persegue negli Stati Uniti. “Non possiamo avere le stesse vetture in concessionaria e marchiarle diversamente, perché il cliente non è stupido”. Di qui l’intenzione di eliminare i doppioni, cioè le auto proposte con diversi marchi. È il caso, per esempio, della Chrysler Town&Country (foto sopra) e della Dodge Grand Caravan (foto sotto), o di Chrysler 200 e Dodge Avenger. Del resto, anche da noi, prima di introdurre Fiat Freemont e Lancia Voyager, sono state eliminate la varie Dodge Journey e Chrysler Grand Voyager; anzi, in Italia sono stati “fatti fuori” addirittura i loro marchi.

NEL FRATTEMPO, DAL FRONTE SINDACALE… - Arrivano buone notizie sulla trattativa tra il gruppo Chrysler e l’UAW, il sindacato americano dei lavoratori del settore automobilistico; sembra raggiunto un accordo su una bozza di contratto che riguarderà 26.000 lavoratori. La bozza deve ora essere sottoposta a un voto di ratifica da parte dei lavoratori.

articolo originale alvolante.it

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Comprex
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labbio - 11/10/2011 11:35 AM

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ieri andando a salerno ho visto in autostrada su un camion delle lancia new delta (già mezze schifose di loro) marchiate chrysler...forse destinate ad imbarco ed esportazione. Non sapete la tristezza che mi è presa...LANCIA IS NOT CHRYSLER


La pensano così anche all'estero, infatti non sono per niente contenti di trovarsi una Lancia venduta come Chrysler...

tra l'altro all'estero nell'epoca delta(vera)-dedra, di lancia se ne vendettero tantissime!

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marco1975
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ieri andando a salerno ho visto in autostrada su un camion delle lancia new delta (già mezze schifose di loro) marchiate chrysler...forse destinate ad imbarco ed esportazione. Non sapete la tristezza che mi è presa...LANCIA IS NOT CHRYSLER


La pensano così anche all'estero, infatti non sono per niente contenti di trovarsi una Lancia venduta come Chrysler...

tra l'altro all'estero nell'epoca delta(vera)-dedra, di lancia se ne vendettero tantissime!

All'estero non sanno neanche cos'é una Lancia. Delle 120,000 vendite annuali del marchio solo il 10% é venduto fuori d'Italia.

I vaghi ricordi dell'epoca gloriosa dell'inizio degli anni 90 sono ahimé molto sbiaditi (e riguardano un'infima minoranza dei clienti potenziali)

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Comprex
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La pensano così anche all'estero, infatti non sono per niente contenti di trovarsi una Lancia venduta come Chrysler...

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All'estero non sanno neanche cos'é una Lancia. Delle 120,000 vendite annuali del marchio solo il 10% é venduto fuori d'Italia.

I vaghi ricordi dell'epoca gloriosa dell'inizio degli anni 90 sono ahimé molto sbiaditi (e riguardano un'infima minoranza dei clienti potenziali)

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non penso che 125000 lance vendute in tre anni  in germania se ne vadano così facilmente (per esempio).

in ogni caso è sempre vero che era altra epoca, altre macchine, altro target....

però a mio avviso funzionerebbe più "lancia" che chrysler....mi sembra l'ennesima cagata commerciale....

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Niko71
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All'estero non sanno neanche cos'é una Lancia. Delle 120,000 vendite annuali del marchio solo il 10% é venduto fuori d'Italia.

I vaghi ricordi dell'epoca gloriosa dell'inizio degli anni 90 sono ahimé molto sbiaditi (e riguardano un'infima minoranza dei clienti potenziali)

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non penso che 125000 lance vendute in tre anni  in germania se ne vadano così facilmente (per esempio).

in ogni caso è sempre vero che era altra epoca, altre macchine, altro target....

però a mio avviso funzionerebbe più "lancia" che chrysler....mi sembra l'ennesima cagata commerciale....


A sembra che con Marchionne invece si stiano inanellando un bel po di successi commerciali, tenuto ovviamente conto che il periodo e' quello che e', che di liquidita' al momento non ve ne e' poi tanta, anzi.

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marco1975
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Comprex, oggi Lancia vende 1500 auto l'anno in Germania. Mi sembra chiaro che stiamo ripartendo da zero.

Essendo a corto di soldi per crearsi una gamma Lancia, ricicliamo almeno cosa abbiamo. Sempre meglio che niente.

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ieri andando a salerno ho visto in autostrada su un camion delle lancia new delta (già mezze schifose di loro) marchiate chrysler...forse destinate ad imbarco ed esportazione. Non sapete la tristezza che mi è presa...LANCIA IS NOT CHRYSLER


La pensano così anche all'estero, infatti non sono per niente contenti di trovarsi una Lancia venduta come Chrysler...

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non penso che 125000 lance vendute in tre anni  in germania se ne vadano così facilmente (per esempio).

in ogni caso è sempre vero che era altra epoca, altre macchine, altro target....

però a mio avviso funzionerebbe più "lancia" che chrysler....mi sembra l'ennesima cagata commerciale....


A sembra che con Marchionne invece si stiano inanellando un bel po di successi commerciali, tenuto ovviamente conto che il periodo e' quello che e', che di liquidita' al momento non ve ne e' poi tanta, anzi.

i successi commerciali di marchionne saranno effimeri e brevissimi...non è programmazione economica...sono escamotage finanziarie!

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